Verbania (VB)

A Verbania Guaschino: «Mai iscritto a CasaPound»

Il componente della maggioranza contesta l’accostamento a un movimento e accusa l’opposizione di aver lasciato la seduta.

Massimo Guaschino, consigliere di maggioranza a Verbania, ha replicato in aula all’interpellanza presentata da Riccardo Brezza sulla vicenda dell’intitolazione a Sergio Ramelli del lungolago di Intra. Nel corso del suo intervento ha negato di essere mai stato iscritto a CasaPound o ad altri partiti.

Guaschino ha chiarito di non appartenere al cosiddetto Tridente e di non aver mai avuto tessere di partito. La sua posizione era stata sollecitata dopo che Brezza aveva chiesto al sindaco di chiarire il ruolo del consigliere di maggioranza, citando una fotografia nella quale sarebbe stato ritratto insieme a esponenti di CasaPound.

La replica durante la seduta

Il consigliere aveva chiesto di intervenire successivamente, durante la trattazione dei punti all’ordine del giorno, per fatto personale. La richiesta è stata accolta dal presidente del consiglio comunale e dal segretario comunale. Quando Guaschino ha preso la parola, la minoranza ha lasciato l’aula per protesta.

Il consigliere ha definito le dichiarazioni di Brezza un attacco preordinato e ha contestato la scelta di chiamarlo in causa per poi non ascoltare la sua replica. Guaschino ha sostenuto che il confronto avrebbe dovuto svolgersi con la presenza dei gruppi di opposizione e ha espresso rammarico per la loro uscita dall’aula.

Il chiarimento sulla fotografia

Nel merito dell’immagine, Guaschino ha spiegato che la fotografia risalirebbe alla commemorazione di Norma Cossetto del 10 febbraio. In quell’occasione, ha riferito, si trovava con l’associazione Cultura e Tradizione e non con CasaPound. Ha inoltre sostenuto che un’altra fotografia della stessa serata renderebbe più chiara la sua effettiva presenza all’iniziativa.

Secondo Guaschino, la vicenda sarebbe stata costruita per ottenere visibilità politica. Il consigliere ha rivendicato di avere idee trasversali, dichiarandosi favorevole al Ponte Ramelli e sensibile al tema del genocidio in Palestina. Ha infine criticato l’uso di immagini e riferimenti personali nel confronto politico, accusando chi lo ha coinvolto di voler costruire una carriera sulle polemiche.