Cinquecentocinquanta milioni di euro, circa dodici anni di lavori e un nuovo grande ospedale da realizzare a Baggiovara, su un’area oggi agricola. Ma, almeno per ora, non c’è ancora alcun atto ufficiale che disponga la chiusura del Policlinico. A ribadirlo è Vincenzo Paldino, consigliere regionale e capogruppo dei Civici con de Pascale, intervenuto mentre in città cresce la preoccupazione sul futuro della struttura di via del Pozzo.
Secondo Paldino, il quadro attuale è fatto di ipotesi e riflessioni ancora da approfondire nelle sedi competenti. Non risultano quindi provvedimenti già adottati né decisioni definitive sul destino del Policlinico. Presentare come già stabilito ciò che deve ancora essere discusso, sostiene il consigliere, rischia soltanto di alimentare timori e contrapposizioni.
Il confronto con i comitati
Sulla stessa linea si è espressa anche Alleanza Verdi e Sinistra, una delle forze della maggioranza regionale. In una nota, il partito ha sottolineato che la vicenda si trova in una fase iniziale e che non esistono ancora un progetto definitivo, decisioni irrevocabili o un cronoprogramma approvato. La discussione, dunque, resta aperta e dovrà riguardare sia la possibile struttura di Baggiovara sia l’organizzazione complessiva della rete sanitaria modenese.
Nei giorni scorsi Paldino aveva proposto ai comitati sorti attorno al Policlinico un incontro per ascoltarne le ragioni. La proposta non è stata accolta. Il consigliere ha detto di rispettare la scelta, pur sostenendo che il confronto con chi siede nell’Assemblea regionale potrebbe contribuire a ottenere chiarimenti e verificare i fatti. Ha inoltre ribadito che il diritto di manifestare è pienamente legittimo, ma che la tutela della sanità richiede anche dialogo e partecipazione.
Rete provinciale e servizi
Avs ha indicato tre priorità per valutare qualsiasi ipotesi: prossimità, eccellenza e reti. Le prestazioni ordinarie, secondo il partito, devono rimanere accessibili nei distretti e nei servizi territoriali, mentre i casi più complessi potrebbero essere concentrati in un polo maggiore soltanto se questo garantisse cure più sicure ed efficaci. L’eventuale ospedale di Baggiovara dovrebbe essere pubblico e moderno, senza sottrarre risorse all’assunzione di medici e infermieri.
Prima di procedere, Avs chiede uno studio indipendente sui bisogni della popolazione e una valutazione della sostenibilità economica. La discussione dovrebbe inoltre coinvolgere l’intera provincia, compresi il nuovo ospedale di Carpi e il ruolo di Mirandola, Sassuolo, Vignola e Pavullo, per evitare una nuova concentrazione dei servizi nel capoluogo.
Un altro tema riguarda i collegamenti. Se alcune cure o attività venissero trasferite, secondo Avs dovrebbe essere rafforzato anche il trasporto pubblico, così da consentire ad anziani, persone con disabilità e cittadini privi di automobile di raggiungere ospedali e Case della Comunità. Per questo viene proposto un piano provinciale dei trasporti.
Su un punto le posizioni appaiono convergenti: il Policlinico di Modena deve essere tutelato. Paldino lo considera un patrimonio sanitario, professionale e umano, mentre Avs lo indica tra i punti fermi di un patto provinciale per la sanità pubblica. Sul resto, compresa la realizzazione del nuovo ospedale a Baggiovara, il percorso è ancora da definire.