Piemonte

Piemonte, Garante per i diritti degli animali illustra dossier su convivenza urbana e fragilità

Paolo Guiso evidenzia la crescita delle segnalazioni legate ad animali domestici o selvatici nelle famiglie del territorio

Piemonte, Garante per i diritti degli animali illustra dossier su convivenza urbana e fragilità

La relazione annuale in Consiglio regionale descrive un rapporto tra persone e animali divenuto più complesso, tra fragilità sociali, convivenza urbana e nuove criticità. Martedì 6 ottobre 2026 la pubblicazione del documento ha evidenziato come gli animali d’affezione abbiano occupato la quota principale delle segnalazioni giunte nel 2025 al Garante per i diritti degli animali della Regione Piemonte, Paolo Guiso. Il dato rispecchia un mutamento sociale: dopo la pandemia è aumentato il numero di cani e gatti presenti nei nuclei familiari, facendo crescere i contesti problematici nella quotidiana condivisione degli spazi.

Le criticità della gestione urbana e le condizioni incompatibili

La presenza degli animali nelle abitazioni è divenuta strutturalmente urbanizzata. Cani e gatti vivono in appartamento e non sempre i proprietari dispongono delle competenze o delle condizioni per gestire la convivenza. Da questo scenario nascono segnalazioni per animali detenuti in numero e contesti incompatibili con il benessere delle specie, fino a episodi che sfociano nel maltrattamento.

Fragilità sociali ed economiche riflesse sulla gestione degli animali

Alla base di numerose vicende, rileva il Garante degli animali nel suo rendiconto, “non c’è soltanto un problema legato agli animali, ma una situazione di fragilità delle persone che se ne prendono cura. Povertà, disagio sociale e mentale, dipendenze, difficoltà economiche, problemi con la legge e condizioni di non autosufficienza degli anziani possono finire per ripercuotersi direttamente sugli animali. In alcuni casi chi non riesce più a gestire la propria vita quotidiana non riesce neppure a garantire cure adeguate ai propri animali”. Questa condizione evidenzia come il disagio sociale influisca direttamente sulla tutela degli animali.

Specie sinantrope e il ruolo di rete tra le istituzioni

Le segnalazioni ricevute costituiscono un indicatore dei cambiamenti sul territorio. L’attività istituzionale si estende oltre la raccolta delle istanze, puntando a connettere cittadini, Comuni, servizi veterinari, forze dell’ordine, associazioni e istituzioni locali. Seppur meno numerose, risultano rilevanti le comunicazioni relative a specie selvatiche, allevate o a contatto con le persone. Un’attenzione specifica è riservata agli animali sinantropi, specie insediate negli ambienti urbani o nelle aree periurbane.

La presenza della fauna selvatica nei centri abitati

Gabbiani, nutrie, scoiattoli grigi, rapaci, cornacchie, ricci, tassi, volpi, cinghiali e lupi rientrano in un panorama in cui il limite tra città e ambiente naturale si è assottigliato. La presenza di questi esemplari genera interrogativi sui comportamenti da adottare, sulla valutazione dei rischi e sulle competenze d’intervento. Risposte a cui il Garante regionale e i soggetti istituzionali sono chiamati a dare riscontro, poiché i gruppi animali si spostano, si adattano e modificano gli equilibri locali.

Monitoraggio costante per prevenire le emergenze sul territorio

A tal proposito Paolo Guiso ribadisce l’esigenza di monitorare le trasformazioni a prescindere dal volume di segnalazioni pervenute. L’azione di tutela richiede infatti di rilevare i fenomeni prima che evolvano in criticità, mantenendo un raccordo con le amministrazioni locali.

Un approccio integrato tra tutela faunistica e coesione sociale

Il quadro tracciato mostra una regione in cui la salvaguardia della fauna si intreccia con i temi sociali e urbanistici. Il cane gestito da un cittadino vulnerabile, il gatto tenuto in condizioni precarie, il cinghiale in periferia, il lupo prossimo ai centri abitati o la nutria in area urbana richiedono un ripensamento del rapporto tra persone, animali e territorio. Attraverso l’ascolto e la cooperazione tra enti, il Garante del Piemonte mira a sviluppare strumenti concreti di intervento.

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