Piemonte

Piemonte, Garante dei detenuti segnala crescita del lavoro in carcere

Monica Formaiano presenta il rendiconto tra sovraffollamento, contatti con le famiglie e prevenzione dei suicidi

Piemonte, Garante dei detenuti segnala crescita del lavoro in carcere

“Tra i dati più positivi del panorama carcerario piemontese nel 2025 si rileva una crescita del numero di detenuti che lavorano. Un’occasione importante ai fini della rieducazione e del miglioramento della qualità della vita. Un dato che risulterebbe ancora più positivo se aumentasse il numero di chi è impiegato in imprese esterne al carcere anziché al servizio dell’amministrazione penitenziaria”.

Lo ha dichiarato la Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano (seconda da sinistra in copertina) illustrando nell’Aula di Palazzo Lascaris la relazione annuale relativa al 2025 martedì 6 ottobre 2026.

Obiettivi di reinserimento e sinergie istituzionali

“Un obiettivo – ha spiegato Monica Formaiano – che potrebbe essere raggiunto più facilmente potenziando le attività formative più qualificanti in base alla popolazione carceraria e alle caratteristiche produttive del territorio”.

In carica dal luglio dello scorso anno, la Garante delle persone private della libertà ha sottolineato “sostanziale continuità con l’operato di chi mi ha preceduta” e ribadito “l’importanza della funzione di garanzia quale figura promotrice di azioni di collegamento, collaborazione e impulso con tutti gli attori del sistema penitenziario e la necessità di rafforzare le politiche sanitarie e sociali, le iniziative scolastiche, formative e lavorative; tutte misure volte ad un effettivo e reale reinserimento sociale delle persone detenute”.

Criticità degli istituti, sovraffollamento e fasce specifiche

L’analisi presentata dalla Garante del Piemonte si è soffermata sulla situazione che caratterizza le strutture penitenziarie regionali, “a cominciare dal cronico sovraffollamento e dalla vetustà degli edifici, carenti di manutenzione ordinaria e straordinaria” e sulle caratteristiche dei residenti negli istituti, “in particolare quella che richiede interventi mirati particolari, quali gli anziani che necessitano di assistenza sanitaria più continuativa, la fascia dei giovani adulti, delle donne detenute, per le quali nel marzo scorso ho siglato un protocollo con la Commissione Pari opportunità per promuovere il lavoro e la medicina di genere, e delle persone transgender, che presentano problematiche peculiari”.

Aumento delle segnalazioni e mantenimento dei legami familiari

“Delle 218 segnalazioni complessive pervenute agli uffici del Garante nel 2025 – ha affermato Monica Formaiano – sono 136 quelle giunte dall’inizio del mio mandato, cui sono seguiti colloqui e l’attività istruttoria che ha consentito di dare riscontri concreti. In particolare, aumentano le segnalazioni in ordine ai trasferimenti perché mantenere i contatti con la rete familiare è un supporto emotivo importante per chi è detenuto”.

L’ufficio regionale ha gestito le istanze indirizzando le verifiche sugli aspetti logistici e relazionali.

Prevenzione dei gesti anticonservativi e interventi critici

“Un nodo quanto mai dolente – ha concluso Monica Formaiano – riguarda l’attenzione in merito all’applicazione dei protocolli di prevenzione di eventi critici quali suicidi ed eventi anticonservativi, che nel quasi il 50% dei casi riguarda autori di reati importanti contro la persona”. La rappresentante delle istituzioni ha così richiamato la necessità di una costante applicazione delle procedure di tutela negli istituti di pena.