Francesca Pascale, per circa dieci anni compagna di Silvio Berlusconi, ricorda la figura dell’ex presidente del Consiglio in occasione del novantesimo compleanno che il leader di Forza Italia avrebbe celebrato. In un’intervista all’Adnkronos, Pascale ripercorre alcuni momenti vissuti accanto a lui e rilancia l’idea di rendere Villa San Martino ad Arcore un luogo dedicato alla sua memoria, eventualmente aperto al pubblico.
La relazione tra Pascale e Berlusconi si concluse nel marzo 2020, durante il lockdown, con una separazione ufficializzata attraverso una nota di Forza Italia. Pascale, classe 1985 e originaria di Napoli, è stata tra le fondatrici ed ex presidente del comitato Silvio ci manchi. Negli ultimi anni ha concentrato il proprio impegno sui diritti civili e LGBT attraverso una sua associazione e si è occupata soprattutto di investimenti immobiliari, mantenendo però l’interesse per la politica.
Il ricordo del leader
Parlando dell’assenza di Berlusconi, Pascale sottolinea il vuoto lasciato nel centrodestra. A suo giudizio manca il padre fondatore capace di tenere insieme le diverse componenti della coalizione. «Ci manca il federatore che univa tutte le anime», osserva, sostenendo che oggi i partiti e i loro rappresentanti tendano a contendersi reciprocamente i consensi, mentre ai tempi dell’ex premier la maggioranza dei voti faceva capo a lui.
Tra i compleanni trascorsi insieme, Pascale indica come particolarmente significativo quello dei 70 anni di Berlusconi, festeggiato 18 anni fa in un territorio legato alla Lega con un taglio della torta insieme a Umberto Bossi. Ricorda inoltre la celebrazione degli 80 anni ad Arcore, alla presenza della famiglia al completo. Quando spegneva le candeline, racconta, Berlusconi era solito scherzare dicendo: «Anche quest’anno l’abbiamo scampata», mostrando consapevolezza dell’età e riconoscenza per la vita.
Il rapporto con Napoli e la proposta per Arcore
Secondo Pascale, Berlusconi era «napoletano nell’animo» e amava ribadire di essere un napoletano nato al Nord. La sua passione emergeva anche nel rapporto con il calcio: non riusciva a tifare contro il Napoli e fu felice, riferisce l’ex compagna, quando la squadra conquistò il terzo scudetto con Luciano Spalletti. Quanto alla superstizione, preferiva una crocetta al tradizionale cornetto portafortuna, spiegando di preferire Dio alla scaramanzia.
Nel corso dell’intervista Pascale cita anche quello che considera il principale rimpianto politico di Berlusconi: non essere riuscito a portare Forza Italia al 51 per cento come partito unico. Accanto alle vicende giudiziarie, questa sarebbe stata per lui una sfida rimasta irrisolta. Per conservare il ricordo dell’ex premier, Pascale auspica infine che Villa San Martino possa essere accessibile alle persone interessate a visitare la sua tomba. La proposta è trasformare Arcore in un luogo della memoria dedicato a Berlusconi, per dare spazio alla nostalgia di quanti lo hanno seguito e amato.