Internazionale

Midterm Usa, i democratici espugnano Kansas e Texas

Il partito blu guadagna seggi in Senato e Camera e modifica gli equilibri del Congresso

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si sono concluse con una netta affermazione dei democratici e con una pesante battuta d’arresto per Donald Trump. Il voto ha modificato gli equilibri del Congresso, consegnando ai democratici risultati significativi in diversi Stati tradizionalmente considerati favorevoli ai repubblicani.

Tra i passaggi più rilevanti figura la conquista di Kansas e Texas, storiche roccaforti repubblicane. In Kansas, secondo il resoconto, dopo 94 anni è stato eletto il primo senatore progressista dello Stato. I democratici hanno inoltre ottenuto ampie maggioranze in Ohio, Iowa e Maine, rafforzando la propria presenza sia al Senato sia alla Camera.

Il nuovo equilibrio al Congresso

Il bilancio complessivo parla di sette seggi conquistati al Senato e di altri undici ottenuti alla Camera. Il risultato ridisegna quindi l’assetto del Congresso e rappresenta un successo ampio per il partito democratico, indicato nel testo come il fronte dei blu.

Un risultato definito storico arriva anche dalla Georgia. Qui Jon Ossoff è indicato tra i protagonisti dell’affermazione democratica e viene segnalata l’elezione della prima governatrice nera e progressista nella storia dello Stato. Il voto assume così un significato particolare anche sul piano della rappresentanza politica.

La reazione di Trump

Donald Trump ha riconosciuto l’esito delle urne, sottolineando di non essere stato direttamente candidato. Non ero sulla scheda, altrimenti avrei vinto, è il commento attribuito all’ex presidente, che ha aggiunto di accettare il risultato. Una dichiarazione che arriva dopo una campagna elettorale nella quale il suo peso politico era stato considerato centrale.

Trump ha inoltre ipotizzato che la guerra in Iran possa avere influito sull’orientamento degli elettori. Il voto di metà mandato viene quindi letto come un passaggio difficile per i repubblicani e come un rafforzamento della posizione democratica all’interno delle istituzioni federali statunitensi.