Amatrice (RI)

Ad Amatrice nuovo rinvio del Consiglio comunale: è scontro

La minoranza nega di aver chiesto lo slittamento completo e denuncia una comunicazione arrivata oltre l’orario previsto.

Nuovo rinvio per il Consiglio comunale di Amatrice, una decisione che ha riacceso il confronto tra l’Amministrazione e il gruppo consiliare di minoranza. Al centro della polemica ci sono le ragioni indicate dal sindaco per spiegare lo slittamento della seduta e la ricostruzione fornita dai consiglieri di opposizione.

La versione sul rinvio

Secondo le comunicazioni ufficiali, il primo cittadino avrebbe disposto il rinvio per accogliere la richiesta della minoranza di avere più tempo per esaminare le proposte di delibera inserite all’ordine del giorno. Una motivazione che il gruppo di opposizione considera però imprecisa e non corrispondente a quanto effettivamente sollecitato.

I consiglieri sostengono infatti di non aver mai chiesto la sospensione dell’intera assise. La richiesta, secondo la loro ricostruzione, riguardava soltanto alcune delibere ritenute particolarmente rilevanti per la ricostruzione e per le prospettive di sviluppo di Amatrice. Prima della discussione in aula, tali provvedimenti avrebbero dovuto essere sottoposti all’esame della Commissione consiliare tecnica urbanistica.

Le contestazioni dell’opposizione

Da questa differenza tra la richiesta avanzata e la motivazione resa pubblica nasce la contestazione politica. Per la minoranza, l’Amministrazione avrebbe utilizzato la propria sollecitazione come pretesto per mascherare presunti problemi interni, invece di chiarire le ragioni effettive che hanno portato a far saltare la riunione.

Un ulteriore elemento di controversia riguarda la tempistica della comunicazione. I consiglieri riferiscono che l’email contenente il protocollo di rinvio sarebbe arrivata quando l’orario previsto per l’avvio della seduta, fissato alle 15, era già trascorso. La stessa comunicazione, secondo quanto sottolineato dal gruppo, non avrebbe inoltre avuto le caratteristiche di una formale notificazione.

La minoranza chiede quindi all’Amministrazione di assumersi la responsabilità per l’ennesimo rinvio e di fornire chiarimenti pubblici. Nel contestare la gestione della vicenda, i consiglieri si domandano se la seduta sia stata deserta o se sia mancato il numero legale, criticando il ricorso a spiegazioni che, a loro giudizio, finirebbero per attribuire ad altri le conseguenze delle scelte compiute.