Umbria

L’Umbria punta ad attrarre e trattenere i talenti

Iniziativa del Pd ispirata all’Emilia-Romagna contro lo spopolamento, con misure per lavoratori, nuclei familiari e imprese.

La fuga dei giovani qualificati non sarebbe l’unica prospettiva per l’Umbria. Il territorio potrebbe puntare anche sull’attrazione e sulla permanenza delle competenze, attraverso opportunità professionali e servizi destinati a lavoratori e famiglie. La proposta arriva da Daniele Lombardini, membro della direzione regionale del Partito Democratico dell’Umbria, che indica nell’esperienza dell’Emilia-Romagna un possibile modello per una legge regionale dedicata ai talenti.

Secondo Lombardini, il tema non dovrebbe essere affrontato soltanto attraverso la narrazione della fuga dei cervelli, ma anche considerando la capacità di un territorio di attirare persone qualificate e valorizzarne le competenze. La competizione, sostiene, riguarda ormai non solo le imprese, ma anche regioni e Stati. In quest’ottica, l’investimento sul capitale umano viene indicato come uno strumento per rafforzare la competitività e favorire l’ascensore sociale.

Il modello dell’Emilia-Romagna

Nel testo viene citata la legge regionale emiliano-romagnola n. 2 del 2023, intitolata Attrazione, permanenza e valorizzazione dei talenti. Il provvedimento prevede finanziamenti per master e borse di ricerca, insieme a servizi di accoglienza rivolti ai nuclei familiari: dalla ricerca dell’alloggio ai trasporti, dagli asili nido ai corsi di lingua per stranieri. L’obiettivo è costruire un sistema capace di sostenere l’arrivo e la permanenza di lavoratori ad alta specializzazione.

L’esperienza viene collegata al Talent Booster Mechanism della Commissione europea, pensato per sostenere le regioni alle prese con il calo della popolazione in età lavorativa e con la partenza dei giovani qualificati. Lombardini richiama la combinazione tra manifattura avanzata, innovazione digitale e servizi sociali come uno degli elementi che, a suo giudizio, avrebbe consentito all’Emilia-Romagna di attrarre competenze anche dalle regioni vicine.

Una proposta per l’Umbria

Per l’Umbria, l’adozione di una normativa ispirata a quel modello potrebbe favorire la trasformazione da territorio di transito a laboratorio di innovazione. I settori indicati sono la meccanica di precisione, l’automotive, la siderurgia e la metallurgia sostenibile, l’aerospazio, l’agrifood e le biotecnologie. La strategia dovrebbe comprendere anche le aree interne, con la creazione di hub di innovazione rurale capaci di offrire ai giovani dei borghi opportunità professionali e di impresa senza dover lasciare il territorio.

La proposta, si legge nell’intervento, dovrebbe superare la logica dei contributi isolati per l’acquisto della casa e integrare competenze, welfare e sviluppo economico. A sostegno di questa impostazione viene richiamato un recente incontro promosso da ESG89, durante il quale Confindustria Umbria avrebbe sottolineato il ruolo strategico del welfare e dell’investimento nel capitale umano.

Lombardini ritiene quindi necessario che il Pd Umbria elabori una proposta di legge regionale da inserire nel quadro di Umbria 2030. L’iniziativa, secondo l’autore, dovrebbe andare oltre la semplice attivazione del meccanismo europeo proposta dalla mozione di Forza Italia nella seduta del 22 ottobre 2026. La legge, viene precisato, non risolverebbe da sola problemi strutturali come la dimensione media delle imprese e la produttività, ma potrebbe accompagnare interventi già avviati, tra cui la riconversione dell’ex centrale di Pietrafitta in parco di innovazione e le misure per il diritto allo studio.