La Lega ha organizzato un’iniziativa in piazza Garibaldi, a Livorno, per chiedere controlli sugli immobili segnalati come possibili luoghi di culto irregolari. Al confronto hanno partecipato Susanna Ceccardi, vicepresidente del gruppo Patrioti per l’Europa, l’eurodeputata Annamaria Cisint e Carlo Ghiozzi, capogruppo della Lega in consiglio comunale.
La vicenda si inserisce nell’intervento della Prefettura di Livorno sulla destinazione d’uso di alcuni edifici presenti sul territorio comunale. L’ufficio territoriale del governo ha inoltre convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale partecipa anche l’amministrazione comunale. L’obiettivo è esaminare le situazioni segnalate e verificare la conformità degli immobili alle norme urbanistiche e amministrative.
Il richiamo al rispetto delle regole
Nel corso dell’iniziativa, Susanna Ceccardi ha sostenuto che il diritto al culto, garantito dalla Costituzione, debba essere esercitato nel rispetto della legalità. L’esponente politica ha distinto tra il diritto individuale alla libertà religiosa e l’organizzazione collettiva delle attività, sottolineando la necessità di verificare che i luoghi utilizzati siano autorizzati e compatibili con la loro destinazione.
Ceccardi ha definito la questione anche un problema urbanistico e di sicurezza, chiedendo al Comune di accertare le situazioni indicate e di adottare i provvedimenti eventualmente necessari. Nel suo intervento ha paragonato il rispetto delle regole nell’esercizio del culto a quello richiesto in altri ambiti, citando il lavoro e il divieto di svolgere attività in nero o abusivamente. Ha inoltre espresso sostegno all’azione avviata dalla Prefettura.
Le richieste della Lega al Comune
Annamaria Cisint ha collegato il rispetto della legge ai principi di democrazia, parità e sicurezza. L’eurodeputata ha richiamato anche i rischi della radicalizzazione, delle infiltrazioni finanziarie e della presenza di organizzazioni islamiste, facendo riferimento alla propria esperienza amministrativa come sindaca di Monfalcone.
Cisint ha chiesto verifiche sulla compatibilità tra la destinazione d’uso degli immobili e gli strumenti urbanistici. Secondo la sua posizione, qualora emergessero irregolarità, il Comune dovrebbe valutare l’adozione di ordinanze di chiusura. Nel suo intervento ha inoltre affrontato il tema della parità di genere, riferendosi a condizioni di vita che, a suo giudizio, potrebbero coinvolgere bambine e ragazze.
Carlo Ghiozzi ha infine ricordato la mozione presentata dalla Lega in consiglio comunale. Il capogruppo ha riferito che la richiesta di convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stata accolta dal prefetto e che nel documento erano indicati anche gli indirizzi dei luoghi considerati sensibili.
La responsabilità passa ora, secondo Ghiozzi, all’amministrazione comunale. Gli uffici dovranno verificare l’effettiva destinazione degli immobili e stabilire se siano utilizzati per attività di culto prive delle necessarie autorizzazioni oppure come semplici magazzini. La Lega chiede quindi controlli puntuali e provvedimenti coerenti con gli esiti degli accertamenti, nel confronto tra Comune, Prefettura e gli altri organi competenti.