La Lega prende posizione contro l’ipotesi di ricorrere alle primarie per scegliere il candidato del centrodestra alle amministrative del 2027 a Bologna. A esprimere le riserve è Valeria Gamberini, segretaria bolognese del Carroccio, secondo la quale lo strumento rischierebbe di alimentare contrapposizioni all’interno della coalizione invece di favorire un confronto sui contenuti.
Gamberini considera le primarie poco sensate perché potrebbero trasformarsi, a suo giudizio, in una strada di scontro. La rappresentante leghista richiama invece il metodo seguito dal centrodestra, che a suo avviso si è distinto per la capacità di trovare una sintesi tra le diverse posizioni e di proporre ai cittadini una visione complessiva della città e del Paese.
Il timore di divisioni nella coalizione
La segretaria bolognese della Lega avverte che una competizione interna potrebbe lasciare strascichi e conflittualità, fino a provocare eventuali fuoriuscite dalla coalizione. Un rischio che, secondo Gamberini, il centrodestra non può permettersi mentre si prepara alla sfida per Palazzo d’Accursio. La priorità indicata è concentrarsi sul futuro della città e sul confronto tra le proposte.
Nel ragionamento della dirigente del Carroccio, il candidato dovrà essere individuato attraverso la discussione sulle idee e la ricerca del profilo più adatto a rappresentare l’alleanza. Tra i temi citati figurano sicurezza, mobilità, ambiente e casa, ambiti sui quali il centrodestra sostiene di avere proposte per cambiare Bologna. L’obiettivo dichiarato è individuare un interprete capace di guidare l’amministrazione comunale e di occuparsi concretamente delle principali questioni cittadine.
Il quadro politico in vista del 2027
Il dibattito sulle modalità di scelta del candidato si inserisce in una fase ancora iniziale della preparazione alle amministrative. Nel centrosinistra bolognese, intanto, l’attenzione è rivolta anche alle prossime elezioni politiche e alla composizione delle liste del Partito democratico, dopo il passo indietro di Casini dalla corsa al Parlamento. Nei corridoi della politica locale si fanno già ipotesi e calcoli, ma restano diverse incognite.
Tra queste c’è la data delle elezioni politiche. Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, ha aperto alla possibilità di votare a maggio, eventualmente in concomitanza con le amministrative di alcuni grandi Comuni, tra cui Bologna. Rimane però forte anche l’orientamento a rispettare la scadenza naturale della legislatura, prevista in ottobre.
Un ulteriore elemento di novità è rappresentato dalla legge elettorale appena approvata, che introduce regole diverse e una nuova distribuzione dei collegi. In Emilia-Romagna sono previsti tre collegi plurinominali per la Camera: uno comprendente Parma, Piacenza e Reggio Emilia, uno con Bologna, Modena e Imola e un terzo relativo alla Romagna. Nessuno dei collegi regionali sarà uninominale.