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Da Follonica, Azione sostiene il ritorno al nucleare

Lido Baroni illustra le ragioni della scelta e chiede all’esecutivo risposte sui provvedimenti attuativi

Azione Follonica prende posizione a favore del ritorno dell’Italia all’energia nucleare. In una nota, Lido Baroni definisce coerente il voto espresso dal partito in Senato sulla legge che riapre la prospettiva del nucleare nel Paese. Il documento, secondo quanto riferito dal rappresentante locale, dovrebbe essere seguito da decreti attuativi del Governo entro la fine dell’anno.

Baroni sostiene che l’esecutivo dovrà fornire risposte chiare e assumersi la responsabilità politica sulle conseguenze della nuova normativa. Tra i punti indicati figura la necessità di una gerarchizzazione dei procedimenti autorizzativi, considerata indispensabile per affrontare un percorso che riparte dopo circa 40 anni di abbandono, seguito al referendum del 1987.

La gestione della rete elettrica

Nel comunicato, Azione collega il tema del nucleare alla crescita prevista della domanda di elettricità. La nota cita consumi superiori a 320 TWh nel 2024 e una stima, contenuta nel Pniec indicato dal Governo, di circa 500 TWh al 2050. Secondo il partito, questo scenario richiederebbe una rete di trasmissione adeguata e capace di gestire con affidabilità le variazioni della produzione e dei consumi legate a orari, stagioni, condizioni meteorologiche e giorni feriali o festivi.

La posizione espressa considera centrale anche il funzionamento tecnico di una rete interconnessa a livello europeo. Azione sostiene che le fonti rinnovabili, a causa della loro intermittenza, non sarebbero sufficienti da sole a garantire la stabilità del sistema, nemmeno con l’impiego di batterie ritenute ancora limitate rispetto alla potenza necessaria. Per la regolazione della potenza e della frequenza, la nota indica quindi il ruolo delle centrali termoelettriche e idroelettriche, oltre a quello degli impianti nucleari.

Investimenti e tempi di realizzazione

Per il partito, il ritorno all’atomo sarebbe necessario anche per ridurre il divario tra il costo dell’energia italiana e quello di Paesi come Francia, Spagna e Germania. La realizzazione di nuove centrali, viene sottolineato, richiederebbe tuttavia investimenti elevati e tempi lunghi, con la scelta di reattori di grande potenza e già considerati affidabili. Azione esclude invece, nella valutazione contenuta nel documento, il ricorso a prototipi e a piccoli reattori modulari, indicati come tecnologie ancora non disponibili.

La nota richiama infine le ricadute occupazionali e industriali del progetto, sostenendo che costruzione e gestione degli impianti richiederebbero numerose professionalità specializzate e potrebbero produrre effetti sul Pil. A sostegno della propria posizione, Azione cita i 344 reattori in funzione nel mondo e i 53 impianti di grande potenza in costruzione, 29 dei quali in Cina. Il partito annuncia inoltre nuove prese di posizione sui diversi aspetti legati al ritorno del nucleare.