Lo stallo al Consorzio Zai preoccupa il sindaco di Verona Damiano Tommasi. Dal 2 novembre il consiglio di amministrazione non è più in carica nella sua piena composizione: mancano infatti i tre consiglieri di nomina provinciale, che la Provincia non ha ancora indicato. L’assenza delle designazioni impedisce il rinnovo dell’organo e ne limita il funzionamento.
La situazione si inserisce in un confronto politico che ha già coinvolto il Partito democratico e il centrodestra. Il Pd ha accusato quest’ultimo di voler bloccare le nomine, mentre ora il sindaco definisce la vicenda un’impasse mai verificatasi in precedenza. La preoccupazione riguarda anche il momento in cui si trova il Consorzio, con la chiusura dell’anno ormai vicina.
L’appello al Consiglio provinciale
Tommasi chiede che il Consiglio provinciale venga convocato il prima possibile per indicare i tre rappresentanti di competenza e rendere nuovamente operativo il consiglio di amministrazione. Secondo il sindaco, l’attuale situazione rischia di creare criticità per un ente chiamato a svolgere un ruolo rilevante per Verona e per il territorio.
Il primo cittadino sottolinea la particolarità dello statuto del Consorzio, che attribuisce di fatto i pieni poteri al consiglio di amministrazione. È poi lo stesso organo a delegare l’operatività al direttore generale. In assenza del consiglio, al direttore generale resta invece affidata soltanto l’ordinaria amministrazione, una competenza che Tommasi considera non adeguata alle esigenze dell’ente.
L’ipotesi del commissariamento
Tra le possibili vie d’uscita viene considerato anche il commissariamento. Tommasi lo indica come la soluzione più immediata nel caso in cui i consiglieri provinciali non vengano designati. Il sindaco ribadisce tuttavia che si tratterebbe dell’esito di uno stallo senza precedenti per il Consorzio.
La questione è legata anche alla scadenza dei termini della proroga tecnica. Una volta esaurito quel periodo, secondo quanto riferito dal sindaco e previsto dalla legge, ogni atto adottato dall’organo non più validamente costituito sarebbe nullo. La circostanza riguarderebbe il Consorzio nonostante la presenza di sei consiglieri già indicati ed effettivi: senza i tre rappresentanti provinciali, il consiglio di amministrazione non può infatti riunirsi nella composizione necessaria.