Meno della metà dei nuovi richiedenti ha accettato il posto alloggio assegnato da ER.GO a Bologna. Il dato è emerso durante il question time in Regione Emilia-Romagna, in risposta a un’interrogazione presentata da Elena Ugolini, presidente del gruppo assembleare Rete Civica, sulla disponibilità delle residenze universitarie e sull’impiego dei finanziamenti destinati all’housing per gli studenti.
Secondo i numeri forniti dall’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, le conferme degli alloggi già assegnati sono state quasi complete: gli studenti interessati sono 1.094. La situazione è diversa per le nuove convocazioni, che comprendono matricole e primi richiedenti. Su un totale di 1.430 persone, 595 hanno accettato l’assegnazione e preso possesso dell’alloggio, mentre 90 posizioni risultano sospese e potrebbero quindi rientrare tra quelle accolte.
Le rinunce e le posizioni sospese
Nel gruppo dei nuovi richiedenti, 365 studenti hanno rinunciato e altri 380 non si sono presentati. Considerando anche le pratiche ancora sospese, gli assegnatari effettivi o potenziali arrivano al 48% del totale. La Regione ha precisato che le rinunce non vengono oggi registrate in modo sistematico e che non accettare il posto ER.GO non comporta la perdita della quota della borsa di studio destinata all’alloggio, che può essere utilizzata per trovare una sistemazione diversa.
Per Paglia, le motivazioni delle rinunce possono essere diverse e non sono necessariamente legate alla qualità dell’alloggio. Tra le ipotesi citate ci sono la distanza dalla facoltà e la scelta di cercare autonomamente una soluzione. L’assessore ha inoltre spiegato che i posti non restano inutilizzati, perché vengono assegnati agli studenti successivi in graduatoria. La Regione sta valutando una rilevazione specifica per comprendere meglio le ragioni delle decisioni.
Il confronto sulla qualità dell’offerta
Ugolini ha collegato i dati alla protesta degli studenti contro il caro affitti e alla presenza delle tende in piazza Scaravilli, sostenendo che il problema non riguarderebbe soltanto il numero dei posti disponibili. Secondo la consigliera, una parte degli studenti preferirebbe le camere singole, mentre l’offerta ER.GO comprende in larga misura camere doppie, con una conseguente maggiore difficoltà ad accettare la convivenza.
La discussione ha riguardato anche l’utilizzo delle risorse del PNRR per gli studentati. Ugolini ha definito non esaustiva la risposta ricevuta dalla Giunta e ha sostenuto che le strutture private realizzate con quei fondi possano risultare più attrattive, a parità di tariffe agevolate, grazie a edifici nuovi, spazi per lo studio e servizi aggiuntivi. Paglia ha invece ricondotto le rinunce a scelte individuali che ER.GO non rileva ancora in maniera puntuale.
Nel corso del confronto è stato infine ricordato che in Emilia-Romagna il limite Isee per accedere alla borsa di studio è fissato a 25mila euro, mentre il limite nazionale indicato nel dibattito è di 28mila euro. La questione degli alloggi universitari resta quindi legata sia alla disponibilità delle residenze sia alle caratteristiche delle soluzioni proposte agli studenti.