Chiara Appendino, ex sindaca di Torino e deputata del Movimento 5 Stelle, ha criticato l’atteggiamento del governo nei confronti delle manifestazioni giovanili. L’intervento è avvenuto durante il corteo organizzato a Torino il 30 ottobre 2026, nell’ambito dello sciopero generale contro il riarmo e l’aumento del costo della vita.
La critica all’esecutivo
Parlando ai partecipanti alla manifestazione, Appendino ha definito agghiacciante il modo in cui, a suo giudizio, l’esecutivo starebbe descrivendo le piazze giovanili. «Sta additando piazze giovani come fossero criminali», ha affermato la parlamentare, contestando quella che considera una rappresentazione ingiustamente negativa dei manifestanti.
Al centro delle sue dichiarazioni ci sono anche le difficoltà economiche delle famiglie e delle nuove generazioni. «Il carovita esplode, il governo si chiude nei palazzi, trova i soldi per le armi», ha detto l’ex sindaca, collegando la protesta contro il riarmo alle preoccupazioni legate all’aumento dei prezzi e alla condizione sociale dei giovani.
Il ruolo dei giovani
Appendino ha spiegato di essere scesa in piazza per sostenere i ragazzi impegnati nella protesta. Secondo la deputata, le nuove generazioni non dovrebbero essere additate, ma avere maggiore spazio nella società. La responsabilità di favorire questo percorso, ha sottolineato, riguarda anche la politica e il modo in cui le istituzioni scelgono di confrontarsi con il dissenso.
Le dichiarazioni sono state rilasciate nel corso del corteo torinese dello sciopero generale, una giornata di mobilitazione segnata da manifestazioni dedicate ai temi del costo della vita e delle spese militari. Nel suo intervento, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha quindi rivolto la critica soprattutto alla linea del governo verso le piazze e alla gestione delle istanze espresse dai manifestanti.