Marche

A Muccia il M5S accusa Acquaroli e Castelli sul sisma

I gruppi maceratesi chiedono chiarimenti sulla maxi-indagine e sui controlli nella ricostruzione

Il Movimento 5 Stelle critica duramente il Consiglio regionale straordinario che si è svolto a Muccia, nell’entroterra maceratese, in occasione del decennale del terremoto. Secondo i gruppi pentastellati della provincia di Macerata, l’incontro avrebbe dovuto concentrarsi sull’ascolto delle comunità colpite e sulla trasparenza dopo la maxi-inchiesta giudiziaria sulla ricostruzione, ma sarebbe stato trasformato in una passerella politica per il presidente della Regione Francesco Acquaroli e per il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

Al centro della contestazione c’è la richiesta, avanzata dalle opposizioni, di aprire un dibattito sulla cosiddetta inchiesta Ricostruzione. I pentastellati sostengono che le istanze siano state respinte e che ai cittadini terremotati non siano state fornite risposte sufficienti. La consigliera regionale Marta Ruggeri, insieme ai rappresentanti territoriali del Movimento, accusa Acquaroli di aver adottato una narrazione vittimistica e di non aver chiarito tempestivamente i propri rapporti con l’ex capo di gabinetto regionale Mario Pistarelli, coinvolto nell’indagine.

Le contestazioni alla gestione politica

Il M5S mette in discussione anche le modalità con cui il presidente della Regione avrebbe gestito le prime informazioni sul caso. Secondo la ricostruzione fornita dai pentastellati, Acquaroli avrebbe comunicato i dubbi sul suo collaboratore al segretario generale e alla commissione di vigilanza, organi che non dispongono di poteri d’indagine penale. Da qui la domanda rivolta al governatore: se le voci erano abbastanza gravi da determinare l’allontanamento di Pistarelli, perché a novembre sarebbe stata firmata una proroga di tre mesi del suo contratto? Se invece si trattava di illazioni senza riscontri, chiedono ancora i consiglieri, per quale ragione sarebbe stato sollecitato il passo indietro?

I Cinque Stelle richiamano quindi i numeri dell’inchiesta, precisando che dovranno essere verificati nel corso degli accertamenti giudiziari: otto misure cautelari in carcere, 51 persone indagate e sequestri preventivi per oltre 57 milioni di euro. Nel mirino finisce anche la posizione di Castelli, che durante il Consiglio regionale ha citato l’adozione di 102 interdittive antimafia in tre anni come prova dell’efficacia del sistema di prevenzione. Il Movimento domanda però se quei controlli siano stati sufficienti a intercettare le criticità ipotizzate dagli inquirenti e quali responsabilità spettassero alle diverse strutture incaricate della vigilanza.

Imprese, cantieri e sicurezza

Un ulteriore capitolo riguarda l’imprenditore Enrico Crucianelli, anche lui arrestato nell’ambito della maxi-inchiesta. I pentastellati chiedono spiegazioni sul rapporto tra i 415 cantieri che l’impresa avrebbe avuto in corso e una forza lavoro indicata in poco più di 200 operai. Si interrogano inoltre sul ruolo dei subappaltatori, sulla capacità operativa dell’azienda e sulle verifiche relative alla tracciabilità dei lavori, alla congruità della manodopera e alla regolarità della filiera.

Nel documento vengono citati anche dati attribuiti alle Casse edili di Macerata: le imprese provenienti da fuori regione avrebbero rappresentato il 62% del totale, mentre le aziende presenti sul territorio sarebbero passate da 606, all’epoca del sisma, a 1.740. Gli operai iscritti sarebbero circa 14 mila, il 70% dei quali provenienti da fuori territorio. Per il M5S, numeri di questo tipo non dimostrano da soli l’esistenza di illeciti, ma richiedono verifiche approfondite.

Infine, il Movimento chiede controlli tecnici aggiuntivi sui cantieri coinvolti nell’inchiesta e sulle opere già realizzate, con particolare attenzione alla qualità dei materiali e alla conformità dei lavori rispetto ai progetti. In un’area ad alto rischio sismico, sostengono i pentastellati, la sicurezza delle abitazioni non può essere sacrificata. Le indagini dovranno accertare eventuali responsabilità individuali, mentre Acquaroli e Castelli sono chiamati a rispondere alle domande sollevate sulla gestione della ricostruzione e sulle garanzie offerte alle famiglie ancora in attesa di rientrare nelle proprie case.