A Roma, davanti a Montecitorio, si è svolta una protesta di agricoltori arrivati, secondo quanto riferito dai manifestanti, in larga parte dal Sud. Al centro della mobilitazione ci sono le difficoltà economiche del settore e la contestazione del decreto sul gasolio agricolo emanato dal governo.
Secondo gli agricoltori, il provvedimento consentirebbe di coprire soltanto il 20 per cento della spesa sostenuta. Una misura ritenuta insufficiente rispetto ai costi affrontati dalle aziende agricole. La copertura prevista dal decreto è stata quindi indicata come uno dei principali motivi della protesta nella capitale.
Le critiche al governo
Davanti alla sede della Camera, i manifestanti hanno rivolto dure critiche all’esecutivo. Tra gli slogan scanditi durante la protesta c’è l’accusa che il decreto abbia creato un meccanismo poco trasparente e penalizzante, sintetizzato nell’espressione “gioco delle tre carte”.
Nel corso della manifestazione, gli agricoltori hanno lamentato di essere stanchi di subire e di sentirsi privati della dignità legata al proprio lavoro. Hanno inoltre sostenuto che siano stati compromessi il sogno delle generazioni precedenti e il futuro dei loro figli, rivolgendosi direttamente ai rappresentanti delle istituzioni.
Nessun incontro con i manifestanti
La protesta è stata accompagnata dalla contestazione per l’assenza di un confronto con il governo. I manifestanti hanno sottolineato che Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, e i ministri non si sono affacciati davanti a Montecitorio né hanno accolto una delegazione per ascoltare le loro richieste.
Il dissenso degli agricoltori si è concentrato dunque sia sul contenuto del decreto relativo al carburante utilizzato nelle attività agricole sia sulla mancata interlocuzione con l’esecutivo. La mobilitazione ha portato nella capitale le rivendicazioni di un comparto che chiede maggiore riconoscimento per il lavoro svolto e per le difficoltà denunciate.