Resta aperta a Fermo la vicenda relativa alla posizione del consigliere comunale Saturnino Di Ruscio, indicato dalla maggioranza come incompatibile perché ancora parte in un giudizio pendente contro il Comune. Il tema è stato esaminato dalla Prima Commissione consiliare, dopo la quale l’assessore Alessandro Ciarrocchi è intervenuto per ribadire la posizione dell’amministrazione.
Il contenzioso davanti alla Corte d’Appello
Ciarrocchi, che è anche avvocato, sostiene che l’aspetto giuridico della vicenda sia definito. Secondo la ricostruzione dell’assessore, Di Ruscio è tuttora parte processuale nel procedimento in corso davanti alla Corte d’Appello di Ancona contro il Comune e non avrebbe dato seguito alla volontà, precedentemente manifestata, di rinunciare agli atti. Tale rinuncia, ha spiegato Ciarrocchi, comporterebbe la rinuncia all’azione o agli effetti civili della sentenza di primo grado.
Nel corso della riunione, sempre secondo quanto riferito dall’assessore, il consigliere avrebbe sostenuto di aver superato la situazione di incompatibilità attraverso una generica assegnazione dei propri diritti di proprietario, formalizzata davanti a un notaio nell’ambito di una vicenda successoria. Per Ciarrocchi, questa soluzione potrebbe essere valutata soltanto qualora la Corte d’Appello dichiarasse l’estromissione di Di Ruscio dal giudizio. Gli uffici comunali e il legale dell’ente, ha aggiunto, avrebbero già illustrato questo aspetto.
La maggioranza afferma di aver atteso oltre due mesi per consentire al consigliere di definire la propria posizione e ribadisce che, allo stato attuale, non sarebbe stata raggiunta una soluzione in grado di superare i rilievi contestati. Ciarrocchi ha quindi richiamato l’esistenza di regole che, a suo giudizio, lo stesso Di Ruscio avrebbe dimostrato di conoscere in una precedente comunicazione inviata via posta elettronica certificata ai consiglieri.
Le richieste politiche di Piazza Pulita
Accanto agli aspetti tecnici, la maggioranza ha posto la questione anche sul piano politico. Edoardo Candidori, capogruppo di Piazza Pulita in Consiglio comunale, ha chiesto a Di Ruscio di chiarire la pendenza del contenzioso e le ragioni per cui non sarebbe stata rappresentata con sufficiente chiarezza agli elettori.
Tra gli elementi richiamati da Candidori c’è la richiesta risarcitoria relativa all’occupazione di terreni la cui natura pubblica, secondo la maggioranza, sarebbe stata valorizzata durante il precedente mandato di Di Ruscio come sindaco, anche attraverso la realizzazione di marciapiedi con risorse dell’ente. Il capogruppo ha inoltre citato una diffida risarcitoria del 2022, trasmessa dalla sorella del consigliere, avvocato, al dirigente comunale competente per il patrimonio, incarico che all’epoca era ricoperto dallo stesso Di Ruscio.
Candidori ha chiesto chiarimenti anche sulla prospettata rinuncia agli atti e sul successivo cambio di posizione, oltre che sulla rilevanza dell’assegnazione della proprietà alla sorella rispetto alla valutazione dell’incompatibilità. La maggioranza sostiene che dagli atti processuali e dai pareri legali acquisiti emerga ancora la partecipazione del consigliere alla causa contro il Comune. La vicenda resta quindi legata alle eventuali valutazioni della Corte d’Appello e agli sviluppi istituzionali successivi.