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Lepore chiede all’Ue un fondo per l’emergenza abitativa

Da Bruxelles il primo cittadino sollecita regole comuni; sotto le Due Torri aumentano sfratti, proteste e iniziative degli studenti.

Matteo Lepore chiede all’Unione europea un fondo dedicato all’abitare e nuove regole che consentano ai sindaci di intervenire sugli affitti brevi. L’appello è stato lanciato da Bruxelles, dove il sindaco di Bologna ha posto al centro del dibattito il disagio abitativo e la difficoltà, per una parte crescente della popolazione, di sostenere i costi delle locazioni.

Secondo Lepore, il problema riguarda tutte le generazioni. Gli anziani che non possiedono una casa e vivono con una pensione faticano a pagare un affitto, mentre giovani, studenti e lavoratori con stipendi medio-bassi devono affrontare prezzi sempre più elevati per una stanza o un monolocale. In alcuni casi, ha sottolineato il sindaco, il costo dell’alloggio arriva a rappresentare anche il 50% dello stipendio mensile.

La richiesta alle istituzioni europee

Lepore sostiene la necessità di un regolamento europeo che attribuisca ai sindaci la possibilità di normare gli affitti brevi nelle città italiane. L’allarme, nato in Spagna, si sarebbe esteso in poche settimane anche ad altri Paesi. Il sindaco ha richiamato le mobilitazioni organizzate nelle piazze spagnole, dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal a Madrid e la morte di un’anziana di 87 anni, indicando questi episodi come segnali di una crisi che coinvolge l’intero continente.

La proposta ha suscitato la reazione dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna. Secondo Cavedagna, l’iniziativa rappresenterebbe un ulteriore attacco alla proprietà privata. L’europarlamentare ha invitato il sindaco a concentrarsi invece sul contrasto alle occupazioni abusive a Bologna e sulla valorizzazione degli oltre mille immobili pubblici inutilizzati di Acer e Asp.

Le proteste a Bologna

Nel frattempo, in città si sono riaccesi gli allarmi sulla situazione abitativa. Il Sunia Cgil ha indicato in 4.600 gli affitti brevi presenti a Bologna, sostenendo che intere parti della città siano ormai condizionate dalla presenza di grandi aziende. Il tema è stato rilanciato anche da Plat, la Piattaforma di intervento sociale, che ha annunciato un presidio alle 8 in via Ferrarese 13 per sostenere una residente della Bolognina sottoposta a sfratto insieme alla figlia di dieci anni.

Alla mobilitazione sul tema della casa partecipano anche gli studenti. In piazza Scaravilli sono state allestite tende con il supporto dell’Udu, mentre il giorno precedente Cambiare Rotta aveva organizzato un’iniziativa in Rettorato. Durante un presidio in via Zamboni è intervenuto anche l’assessore regionale alla Casa Giovanni Paglia, che ha ascoltato le richieste degli studenti. I manifestanti hanno esposto le difficoltà legate ai costi degli alloggi e consegnato un messaggio al rettore Giovanni Molari. Le diverse iniziative confermano la centralità della crisi abitativa nel confronto politico e sociale bolognese.