Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri interviene sulla proposta di modifica dei criteri per l’accesso e la permanenza negli alloggi di edilizia residenziale pubblica in Emilia-Romagna. Il provvedimento è stato approvato il 14 ottobre dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea legislativa regionale.
Le contestazioni del sindaco
Secondo Fabbri, la revisione riguarda tre elementi della normativa. Il primo è l’eliminazione dell’obbligo di svolgere un’attività lavorativa regolare per i cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno di almeno due anni. La modifica, sostiene il sindaco, consentirebbe di presentare domanda per l’inserimento nelle graduatorie anche senza un lavoro.
Il secondo intervento riguarda il mantenimento dell’alloggio. Per la stessa categoria di cittadini stranieri verrebbe cancellato il requisito della partecipazione a percorsi di politiche attive del lavoro, certificati dai servizi competenti, necessario per continuare a vivere nell’abitazione assegnata. Fabbri contesta l’impostazione, ritenendo che si dovrebbe investire maggiormente sull’integrazione lavorativa.
Il terzo punto riguarda i punteggi aggiuntivi legati agli anni di residenza o di attività lavorativa sul territorio. Il sindaco considera questo criterio determinante per riconoscere un vantaggio a chi vive e lavora da più tempo in Emilia-Romagna e si trova in difficoltà dopo anni di contribuzione alla comunità e al sistema di welfare.
Il requisito dei tre anni
Fabbri ricorda di avere sostenuto, quando era consigliere regionale, l’introduzione di una clausola che impone almeno tre anni di residenza o attività lavorativa in Emilia-Romagna per poter chiedere un alloggio pubblico. La proposta attualmente in esame, secondo quanto riportato nel suo intervento, non sembra mettere in discussione questo requisito. Il sindaco chiede comunque alla Regione di chiarire formalmente il proprio orientamento e di garantire che la clausola non venga eliminata.
La Giunta regionale ha motivato la revisione con la necessità di adeguare le regole agli orientamenti e alle sentenze della Corte costituzionale. Ai Comuni resterebbe la possibilità di decidere se attribuire un peso maggiore all’anzianità di residenza, assumendosi la responsabilità della scelta. Fabbri teme che le modifiche possano incidere sulle graduatorie non solo a Ferrara, ma anche nel resto del territorio regionale.
I dati sulle assegnazioni citati nell’articolo mostrano che nel 2025 il 58% degli alloggi è stato assegnato a cittadini italiani e il 42% a cittadini stranieri. Nel 2023 le quote erano rispettivamente del 57% e del 43%, mentre nel 2019 la percentuale di assegnazioni a cittadini stranieri era del 32%. Questi numeri, però, non consentono da soli di valutare l’efficacia di un singolo criterio e non confermano una diminuzione della quota destinata a cittadini stranieri rispetto al precedente mandato amministrativo.