Il Consiglio comunale di Carrara ha approvato all’unanimità una mozione contro la riduzione delle cattedre di sostegno e del personale Ata prevista nelle scuole. Il documento, illustrato dal consigliere Guido Bianchini, chiede all’amministrazione di intervenire nei confronti dell’ufficio scolastico regionale per sollecitare il ritiro del provvedimento.
Il confronto in aula
La discussione è durata circa un’ora e ha coinvolto tutti i gruppi consiliari. Nel corso del dibattito sono emerse alcune differenze sull’interpretazione dei dati relativi alla riduzione degli organici, ma l’assemblea ha condiviso la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle conseguenze per gli studenti con disabilità e per le loro famiglie.
La mozione recepisce le segnalazioni del garante dei diritti dei disabili, della consulta, dell’osservatorio provinciale, della Flc-Cgil e della Uil Scuola. Al centro del documento c’è la diminuzione delle ore richieste per il sostegno e per il personale Ata, attribuita all’ufficio scolastico regionale. Secondo quanto riportato nell’atto, la riduzione riguarderebbe 60 cattedre da 18 ore.
La richiesta all’ufficio regionale
Il testo approvato dal Consiglio richiama anche la giurisprudenza sul diritto all’inclusione scolastica, comprese alcune pronunce della Corte costituzionale che riconoscono agli studenti con disabilità la garanzia delle ore di assistenza necessarie. Proprio la consistenza numerica dei tagli ha alimentato il confronto tra i consiglieri prima del voto.
Lega e Fratelli d’Italia, attraverso i consiglieri Andrea Tosi e Massimiliano Manuel, hanno confermato il sostegno alla mozione, sottolineando però l’esigenza di disporre di dati certi. Bianchini ha evidenziato che la questione coinvolge molte famiglie e che, indipendentemente dall’esatto numero delle riduzioni, i dati indicati non possono essere sottovalutati.
Con l’approvazione unanime, il Consiglio comunale chiede quindi alla sindaca di invitare l’ufficio scolastico regionale a ritirare il provvedimento e di tenere conto delle esigenze espresse dalle famiglie, dagli organismi di tutela e dalle organizzazioni sindacali.