Toscana

Intervento cardiaco salva una 27enne giudicata inoperabile

Rimosso il pacemaker contaminato da Pseudomonas dopo sei ore: decisiva la tecnica mini-invasiva ideata nell’ospedale

Una 27enne con sindrome di Down, considerata inoperabile da diversi centri, è stata sottoposta a un complesso trattamento cardiologico all’Azienda ospedaliero-universitaria Pisana. La paziente conviveva dall’età di tre mesi con un pacemaker, colpito da una grave infezione che aveva reso necessario rimuovere il dispositivo.

Il caso presentava rischi particolarmente elevati. L’infezione era provocata dal batterio Pseudomonas aeruginosa e il pacemaker risultava incorporato nei vasi sanguigni e nei tessuti. A rendere ancora più delicata la procedura erano le condizioni respiratorie della giovane e la complessità della gestione anestesiologica, elementi che avevano spinto altri centri a escludere la possibilità di operare.

La decisione dell’équipe pisana

La famiglia ha quindi chiesto una valutazione al gruppo di aritmologi della Cardiologia 2, diretta da Giulio Zucchelli. I cardiologi hanno scelto di procedere con un intervento mini-invasivo di particolare complessità, utilizzando la tecnica denominata Pisa Approach, ideata nello stesso ospedale e adattabile alle condizioni cliniche dei diversi pazienti.

La procedura è durata sei ore e ha consentito di rimuovere completamente il vecchio stimolatore cardiaco e di sostituirlo. All’intervento hanno partecipato, insieme a Zucchelli, Luca Segreti, Gino Grifoni, Matteo Parollo, Carlo Pasquini, Rubia Baldassarri e Andrea Colli, oltre al personale infermieristico e tecnico.

Il messaggio della ministra

Sulla vicenda è intervenuta la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro svolto dall’équipe pisana. In un messaggio pubblicato sui social, la ministra ha sottolineato come la competenza e la scelta di affrontare un caso ad altissimo rischio abbiano restituito una possibilità alla giovane e alla sua famiglia.

Locatelli ha ricordato che la paziente era stata giudicata inoperabile per le difficoltà legate all’infezione, all’adesione del dispositivo ai tessuti e alle condizioni generali. Ha inoltre rivolto un augurio alla ragazza, auspicando che possa recuperare le proprie attività quotidiane e proseguire il percorso di miglioramento.