Nazionale

Milan, cosa succede dopo il no di Krosche

Prosegue il momento di difficoltà dei rossoneri, che dopo l'arrivo di Amorim devono fare i conti con un nuovo rifiuto

Milan, cosa succede dopo il no di Krosche

Il nuovo corso del Milan ha mosso il suo primo passo martedì pomeriggio con l’annuncio ufficiale dell’arrivo di Ruben Amorim sulla panchina rossonera. Definita la guida tecnica, l’attenzione si è immediatamente spostata sulla struttura dirigenziale, che nella visione di Gerry Cardinale dovrà ruotare attorno alla figura del Ceo of football.

Negli ultimi giorni il candidato più accreditato per questo incarico sembrava essere Markus Krösche, dirigente tedesco di 45 anni attualmente sotto contratto con l’Eintracht Francoforte. L’operazione appariva ben avviata e avrebbe potuto coinvolgere anche Timmo Hardung, attuale direttore sportivo del club tedesco. Tuttavia, nella giornata di ieri, la trattativa ha subito un brusco stop che potrebbe rivelarsi definitivo.

La società di Francoforte ha infatti manifestato una netta opposizione alla partenza di Krösche e, di conseguenza, anche l’ipotesi Hardung è destinata a sfumare. A incidere è soprattutto il momento della stagione. Nella seconda metà di giugno, l’Eintracht è già al lavoro per programmare il futuro dopo una stagione giudicata deludente. Nonostante le contestazioni ricevute da parte della tifoseria, il club non intende privarsi delle figure che hanno contribuito a costruire il progetto sportivo degli ultimi anni.

Il tema contrattuale ha avuto un peso determinante. Krösche e Hardung sono legati all’Eintracht fino al 2028 e, per chi ricopre ruoli nel board societario, il sistema tedesco non consente dimissioni unilaterali. Un eventuale strappo avrebbe potuto generare complicazioni legali e possibili conseguenze economiche. Dopo una lunga serie di incontri, il dirigente tedesco ha quindi deciso di rinunciare all’opportunità rossonera e di proseguire la propria esperienza in Germania.

Il Milan, però, guarda già oltre. Secondo il club, Krösche non era l’unico candidato ad aver indicato Amorim come profilo ideale per raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri. Il tecnico portoghese ha già sottoscritto un accordo triennale con opzione per una quarta stagione da circa 3,5 milioni di euro, segnale di un progetto pensato sul lungo periodo.

Tra le possibili alternative emergono diversi nomi. José Boto, oggi al Flamengo, resta una soluzione credibile grazie ai suoi rapporti con Amorim. Attenzione anche a Devin Ozek, recentemente separatosi dal Fenerbahçe. Sullo sfondo restano Sebastian Kehl e Jason Ayto, mentre Richard Hughes appare al momento una pista più difficile.

Il tempo, però, non gioca a favore del Milan. Al 18 giugno la pianificazione del mercato è già in ritardo e l’arrivo di Amorim rende ancora più urgente definire l’assetto dirigenziale. Il nuovo allenatore, portatore di una precisa identità tattica, avrà infatti bisogno di una rosa modellata sulle proprie idee. Per ora, però, il portoghese si trova senza una struttura societaria completa con cui iniziare a costruire concretamente il futuro della squadra.