Internazionale

Italia, Ranieri: “E’ il coronamento della mia carriera”

Le prime parole dell'ex allenatore della Roma

Italia, Ranieri: “E’ il coronamento della mia carriera”

Claudio Ranieri è ufficialmente il nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. La nomina, arrivata nella giornata di martedì, lo vede raccogliere l’eredità di Paolo Maldini, dimessosi dopo la mancata nomina di Andrea Pirlo come commissario tecnico. Sir Claudio è stato presentato mercoledì nel corso di una conferenza stampa insieme al ct Roberto Mancini.

Per Ranieri si tratta di un nuovo e prestigioso capitolo della sua lunga carriera, che però non considera una rivincita personale. “Assolutamente no, è solo il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell’accettare. Mi premono tantissimo due cose: far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l’Italia al Mondiale“.

Tra le priorità del nuovo dirigente c’è la crescita dell’intero movimento calcistico. “È difficile dirlo, c’è da lavorare. Roberto dovrà sistemare la situazione campo, io quella che non si vede. Qualcuno a Cagliari mi ha detto che i bambini per andare alle scuole calcio spendono troppi soldi, questo non può accadere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l’ultimo salto. Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori. Dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere“.

Sul tema dello spazio per i giovani italiani nei club di Serie A, Ranieri ha ribadito la necessità di trovare un equilibrio. “Una volta c’era un massimo di tre stranieri, ora le cose sono cambiate. Non posso essere io a decidere per i club, ma bisogna dare al selezionare l’opportunità di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, non posso obbligarli a far giocare qualcuno. Mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle loro squadre di far giocare più italiani“.