L’universo calcistico di Lionel Messi continua ad ampliarsi, e non soltanto grazie all’aumento delle nazionali partecipanti al Mondiale. A crescere è anche l’elenco delle squadre trafitte dal fuoriclasse argentino, che a trentanovenne continua a sfidare il trascorrere del tempo. Affronta il rischio degli infortuni con la stessa determinazione di sempre e vive ogni partita come se fosse un nuovo esordio, proprio come accadde nell’agosto del 2005 con la maglia dell’Argentina.
Anche la storia della sua prima convocazione racconta quanto fosse forte la volontà dell’Albiceleste di assicurarsi il suo talento. Poiché la famiglia si era già trasferita a Barcellona, i dirigenti della federazione argentina consultarono l’elenco telefonico di Rosario e contattarono tutti i Messi presenti fino a raggiungere la nonna del campione. Da lì, attraverso uno zio, riuscirono a mettersi in contatto con il padre in Catalogna. Cercavano un Leonardo Messi, convinti che Leo fosse il diminutivo di quel nome, ma scoprirono invece Lionel, chiamato ancora oggi da molti connazionali semplicemente Lio. La risposta del padre dissipò ogni dubbio: giocherà per l’Argentina.
Lionel Andrés Messi, figlio di Jorge Horacio, operaio in un’acciaieria, e di Celia Maria Cuccittini, di origini marchigiane, realizzò il primo dei suoi 125 gol in Nazionale il primo marzo 2006 contro la Croazia, in amichevole a Basilea. Ora il destino potrebbe riportarlo di fronte alla Svizzera sabato notte nei quarti di finale della Coppa del Mondo. Ma in casa argentina nessuno vuole parlare di conclusioni: la parola d’ordine è prolungare, alimentando il sogno del bis iridato e la permanenza di Messi in Nazionale almeno fino al 19 luglio, data della finale di New York. Lo spirito mostrato nelle sfide a eliminazione diretta contro Capo Verde e Egitto ne è stata la dimostrazione.
L’edizione extra large del torneo ha inoltre portato a 45 il numero delle nazionali colpite da Messi. Tolta l’Algeria, Austria, Giordania, Capo Verde e Egitto non avevano mai subito una sua rete prima di questa competizione. La Svizzera, invece, era già entrata nella lista grazie alla tripletta firmata nell’amichevole del 29 febbraio 2012. In cima alla classifica delle sue vittime restano le avversarie sudamericane: la Bolivia ha incassato undici gol, seguita da Ecuador e Venezuela con sette. Messi, però, ha lasciato il segno contro squadre di tutti i continenti e, ovunque giochi, continua a essere circondato da ammirazione. Dopo la vittoria su Capo Verde ai supplementari nei sedicesimi, ha raccontato con ironia: «Mi hanno preso di tutto, magliette, pantaloncini, il bello è che prima mi avevano riempito di calci per tutta la partita».
Tra le reti più ricordate ai Mondiali c’è quella realizzata contro la Nigeria a Russia 2018, nata da uno stop di coscia, un controllo di sinistro in corsa e un destro preciso. Ma scegliere la più bella tra 125 è quasi impossibile. Il dato che impressiona maggiormente riguarda la maturità del fuoriclasse: dei 21 gol segnati nella competizione Fifa, 15 sono arrivati nelle ultime due edizioni. Dopo avere conquistato ogni trofeo possibile, Messi continua a inseguire un nuovo trionfo mondiale, deciso a conquistare il bis.