Harry Kane oppure Erling Braut Haaland? Il dibattito è aperto e difficilmente troverà una risposta definitiva. Entrambi rappresentano il massimo livello tra i centravanti tradizionali del panorama calcistico internazionale. Guardando ai numeri, è facile immaginare che il norvegese possa chiudere la carriera con un bottino superiore, anche grazie ai sette anni di differenza rispetto all’inglese. Per il momento, però, il confronto dice che Haaland è fermo a 361 reti tra club e nazionale, mentre Kane ha già raggiunto quota 538. Nella sfida di domani, tuttavia, l’anagrafe conterà poco: l’obiettivo comune è conquistare la semifinale del Mondiale.
Entrambi sono dominanti nel gioco aereo, affidabili dal dischetto e capaci di trovare la porta anche dalla distanza con conclusioni potenti e precise. A distinguerli è soprattutto l’interpretazione del ruolo. Haaland ama alternare momenti di apparente inattività a improvvise accelerazioni letali. Emblematico quanto accaduto contro il Brasile, quando, nei quindici secondi precedenti al suo primo gol, ha dato l’impressione di essere fuori dall’azione. Mentre il pallone avanzava verso la trequarti della Seleçao, sembrava quasi disinteressato alla manovra. Poi, al momento del cross, ha attaccato lo spazio con i tempi perfetti, anticipando tutti e firmando la rete di testa. Kane, invece, preferisce partecipare costantemente alla costruzione del gioco, abbassandosi spesso per agire da regista offensivo.
Le loro strade hanno rischiato di incrociarsi nell’estate del 2021, quando Kane sembrava destinato al Manchester City. L’operazione non si concretizzò e l’inglese rimase al Tottenham per altre due stagioni, prima del passaggio al Bayern. Nel 2022 fu invece Haaland ad approdare al City, iniziando una straordinaria collezione di trofei. Entrambi vantano tre titoli di capocannoniere della Premier League e si sono affrontati soltanto due volte nel 2022-23: successo del City 4-2 all’andata con gol del norvegese e vittoria del Tottenham 1-0 al ritorno, decisa dalla rete di Kane.
Alla vigilia della gara, Haaland ha attirato l’attenzione di circa 150 giornalisti presenti in zona mista. Tra una battuta e l’altra ha dichiarato: «Un mese fa avevo detto che la Norvegia aveva lo 0,5% di possibilità di vincere. Adesso la percentuale resta molto bassa. Le favorite sono altre, come l’Inghilterra: dovreste mettere la pressione sulla squadra di Tuchel…». Poi ha aggiunto: «È la partita più importante della mia vita. L’avevo detto anche prima della sfida con il Brasile, però ora siamo un turno avanti. E per me questa gara è speciale perché sono nato in Inghilterra e gioco in Premier League. È vero che ho disputato pure la finale di Champions, ma conta solo quello che stiamo facendo adesso». Quella di domani sarà la sua partita stagionale numero 60: «È importante trovare il modo di staccare tra una gara e l’altra, di rilassarmi. Devo ringraziare Solbakken e lo staff del City perché capiscono la situazione e mi consentono di gestire i vari momenti. In nazionale c’è una splendida atmosfera. Il Mondiale è un’esperienza meravigliosa, mi sto divertendo tanto».