Jessica Purgato, quasi 38 anni, è alla guida del Saviatesta Mantova dal 2014, anno della fondazione della società. Il suo percorso è iniziato come vicepresidente, con la responsabilità degli aspetti pratici e dei rapporti con il Comune. Quando Andrea Mellon ha lasciato l’incarico, il club ha scelto di affidarle la presidenza per garantire continuità al progetto.
La sua presenza al vertice di una società maschile continua a suscitare sorpresa. Il calcio a 5 resta infatti un ambiente prevalentemente maschile, anche se, secondo Purgato, qualcosa sta cambiando. Non ha mai giocato a calcio, ma segue questo sport da sempre: la passione è cresciuta guardando il Milan dal 2003. Nel ruolo di presidente cerca di condividere le decisioni, confrontandosi con le persone che lavorano nel club e affidandosi a chi ha maggiore esperienza.
Il campionato vinto e la retrocessione
Tra i momenti più emozionanti della sua esperienza indica la vittoria del campionato di A2, arrivata due anni fa dopo lo scontro diretto contro la MestreFenice. L’ultima stagione, invece, ha lasciato delusione: la squadra è retrocessa e, secondo la presidente, il risultato avrebbe potuto essere evitato considerando il valore dell’organico. Gli errori commessi dovranno diventare, nelle intenzioni della società, uno stimolo per ripartire.
Il nuovo Saviatesta punta sulla crescita dei giovani e sul lavoro del tecnico Moura, già apprezzato per l’esperienza maturata a Lecco con i ragazzi. L’allenatore, spiega Purgato, non guarda ai nomi o alle carriere, ma a quanto ogni giocatore dimostra durante gli allenamenti. Alcuni elementi cresciuti nel club si stanno già allenando con la prima squadra, mentre la costruzione di un vivaio resta uno degli obiettivi principali.
Il ritorno in Serie A e il legame con il territorio
Il traguardo dichiarato è il ritorno nella massima categoria. Purgato considera la Serie A il livello che il Mantova merita per il lavoro della società, il sostegno degli sponsor e la presenza dei tifosi, capaci di seguire la squadra anche in trasferta. Al tempo stesso, il club vuole rafforzare il rapporto con il territorio, portando in prima squadra un numero crescente di ragazzi mantovani.
Una formazione composta in larga parte da giovani della zona, osserva la presidente, permetterebbe di coinvolgere ancora di più la città. Il progetto dovrà però fare i conti con la difficoltà di reperire risorse, motivo per cui la società guarda anche al contributo degli imprenditori. L’obiettivo di medio periodo è dare continuità alla presenza nelle categorie nazionali, consolidare il vivaio e avvicinare nuovi ragazzi al futsal.
Purgato continua inoltre a vivere le partite con una forte partecipazione emotiva. Con il tempo ha imparato a gestire meglio la tensione, ma ammette che alla vigilia degli incontri capita ancora di faticare a dormire. Originaria di Verona, gestisce a Mantova il Caffè 111 di via Chiassi, diventato anche un punto d’incontro per i sostenitori biancorossi. Nel locale vengono organizzate cene e accolti i tifosi, rafforzando un legame con la città che, racconta, è diventato particolarmente intenso.