Toscana

Due esami diagnostici nella stessa sedazione

EBUS ed EUS hanno permesso di prelevare tessuti da linfonodi e surrene, accelerando l’inquadramento oncologico

All’ospedale di Livorno le équipe di Pneumologia interventistica ed Endoscopia digestiva hanno eseguito due metodiche diagnostiche nella stessa seduta. L’intervento ha consentito di raccogliere, in rapida successione, campioni provenienti da sedi differenti senza sottoporre il paziente a una seconda sedazione, contribuendo a definire più rapidamente la natura e la diffusione di una malattia oncologica complessa.

Il prelievo da linfonodi e surrene

La procedura ha previsto l’utilizzo dell’EBUS, l’ecografia endobronchiale, per il prelievo ecoguidato di un linfonodo attraverso le vie respiratorie. Nella stessa seduta è stata impiegata l’EUS, l’ecoendoscopia, che ha permesso di raggiungere attraverso l’esofago una lesione a livello del surrene e di prelevarne un campione.

L’EBUS consente al pneumologo di visualizzare dall’interno delle vie respiratorie i linfonodi e le strutture del mediastino, la parte centrale del torace. Attraverso il broncoscopio dotato di sonda ecografica è possibile guidare un ago e ottenere tessuto utile per la diagnosi e la stadiazione della malattia.

L’EUS utilizza invece un endoscopio con sonda ecografica, introdotto attraverso l’esofago. La metodica permette di osservare strutture vicine all’esofago e allo stomaco e di eseguire prelievi con ago sotto guida ecografica. In questo caso ha consentito di campionare la lesione surrenalica, completando le informazioni ottenute con l’EBUS.

Un lavoro multidisciplinare

La seduta ha richiesto il coordinamento tra pneumologi, gastroenterologi, anestesisti, anatomopatologi e personale infermieristico. La direttrice della Uoc Pneumologia Sud, Filomena Marrelli, ha sottolineato il contributo dell’EBUS al campionamento dei linfonodi mediastinici e il vantaggio di integrare la metodica con il lavoro dell’Endoscopia digestiva.

Il direttore della Uoc Endoscopia digestiva, Raffaele Manta, ha evidenziato come l’EUS permetta di raggiungere con precisione strutture in prossimità dell’esofago e dello stomaco. Per il direttore della Uoc Anestesia e Rianimazione Livorno, Baldassare Ferro, in procedure complesse e prolungate è essenziale garantire una sedazione adeguata e il monitoraggio costante delle condizioni del paziente.

Un ruolo centrale è stato riconosciuto anche agli infermieri, impegnati nel controllo dei parametri vitali, nel supporto alle équipe, nella gestione dell’ecoendoscopio e del materiale specialistico e nel corretto trasferimento dei campioni bioptici. La direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, ha attribuito la riuscita dell’intervento all’integrazione tra competenze, tecnologia e organizzazione.

Nel percorso sono coinvolte anche le strutture di Anatomia patologica, Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare e Oncologia, insieme ai rispettivi professionisti. L’esecuzione coordinata di EBUS ed EUS nella stessa seduta ha permesso di ridurre la necessità di ulteriori procedure e di raccogliere in tempi più brevi gli elementi necessari all’inquadramento diagnostico.