Toscana

Tramvia 3.2.2, cantieri al via e timori per gli alberi

Quindici fermate, un passaggio ipogeo alle Cure e 428 esemplari indicati per il taglio nel piano del verde

Firenze si prepara alla fase operativa della linea tramviaria 3.2.2, il collegamento tra Libertà e Rovezzano. L’obiettivo di Palazzo Vecchio è evitare che il rush finale dei lavori della linea 3.2.1 Libertà-Bagno a Ripoli si sovrapponga alle opere della nuova tratta, con il rischio di aggravare la pressione sulla viabilità cittadina.

Le prime attività della 3.2.2 potrebbero partire in autunno, ma il Comune non ha ancora confermato l’eventuale avvio entro la fine di settembre. L’apertura dei cantieri dovrebbe riguardare inizialmente aree periferiche rispetto al tracciato più delicato: il capolinea al Gignoro e la parte terminale di viale Don Minzoni, vicino al cavalcavia delle Cure.

Il progetto e il nodo delle Cure

Il progetto definitivo della linea è stato completato e approvato nel 2025. Tram Spa sta ora lavorando alla progettazione esecutiva, ultimo passaggio tecnico prima dell’apertura dei cantieri lungo il percorso. La linea sarà lunga 6 chilometri e 100 metri e comprenderà quindici fermate, attraversando il Campo di Marte e successivamente Coverciano.

Tra gli elementi caratterizzanti dell’opera c’è il tratto senza catenaria previsto per oltre un chilometro e 200 metri di viale dei Mille, tra piazza delle Cure e Largo Gennarelli. In questa sezione i convogli funzioneranno a batteria, senza la presenza dei pali per la linea aerea. A Rovezzano, invece, il capolinea sarà concepito come un hub intermodale, con funzioni di scambio tra automobile, treno e tram.

Il passaggio più complesso dal punto di vista ingegneristico sarà il nodo delle Cure. Le prime opere riguarderanno lo spostamento dei sottoservizi in viale Don Minzoni, propedeutico alla realizzazione del tunnel sotterraneo destinato a consentire al tram di emergere nella zona delle Cure. La discesa inizierà all’altezza di via Masaccio, mentre le rampe di accesso raggiungeranno una pendenza massima del 6 per cento.

La costruzione del tunnel avrà conseguenze anche sulla circolazione stradale. Nella parte finale di viale Don Minzoni, dove oggi sono presenti quattro corsie per le auto, ne resteranno due, una per ciascun lato del passaggio sotterraneo. Per limitare l’impatto sul traffico, gli interventi saranno organizzati in otto macrocantieri e procederanno a macchia di leopardo, non secondo una sequenza lineare.

La preoccupazione per il verde

Il programma dei lavori dovrebbe durare quasi tre anni, compresi collaudi e attività preparatorie all’esercizio. Secondo le previsioni riportate nel progetto, l’entrata in servizio dei mezzi è indicata per luglio 2029. I cantieri riguarderanno viale Don Minzoni, viale dei Mille, viale Fanti, viale Malta, l’asse Mamiani-Duse-Verga, via del Gignoro, via Vitelli e via della Chimera, oltre al parcheggio scambiatore e all’ampliamento del deposito mezzi a Bagno a Ripoli.

A suscitare le maggiori preoccupazioni tra i residenti del Campo di Marte è però l’impatto sulle alberature. La questione è stata sollevata in Consiglio comunale da Dmitri Palagi, esponente di Sinistra Progetto Comune. Secondo il dato citato dal consigliere e contenuto nella relazione tecnica sulle opere a verde allegata al progetto definitivo, sarebbero 428 gli alberi destinati all’abbattimento su un totale di 1.526 esemplari censiti. Il tema del verde si aggiunge così alle valutazioni sulla viabilità e sull’organizzazione dei lavori nella fase che precederà l’apertura completa dei cantieri.