Carrara (MS)

Vertenza TISG, la Fiom chiede rotazioni eque a Carrara

Il sindacato contesta turni disomogenei e ore aggiuntive mentre altri dipendenti subiscono riduzioni dell’orario.

A Carrara resta alta la tensione attorno alla vertenza che coinvolge il cantiere TISG e l’indotto locale. Fiom e Cgil di Massa Carrara contestano le modalità con cui vengono applicati i contratti di solidarietà e chiedono che la riduzione dell’orario sia gestita attraverso criteri trasparenti e condivisi.

Secondo il sindacato, il problema principale riguarda la presunta mancanza di equità nella rotazione dei turni. La distribuzione delle ore lavorate, sostengono Fiom e Cgil, non sarebbe uniforme tra i dipendenti. Il rischio denunciato è che lo strumento pensato per affrontare una fase di difficoltà occupazionale finisca per produrre effetti diversi sui lavoratori, con ricadute sui salari e sulla continuità dell’attività.

La richiesta di una rotazione trasparente

Le organizzazioni sindacali chiedono quindi una rotazione reale e trasparente tra il personale. L’obiettivo indicato è distribuire in modo più equilibrato il lavoro e impedire che alcuni dipendenti subiscano una riduzione significativa delle ore mentre altri continuano a lavorare con maggiore regolarità. Per il sindacato, l’applicazione dei contratti di solidarietà deve essere verificabile e non può tradursi in una penalizzazione selettiva.

Fiom e Cgil sollecitano inoltre un ruolo più diretto delle RSU, che dovrebbero essere affiancate e assistite dalle segreterie territoriali. Il loro compito sarebbe monitorare le modalità operative adottate nel cantiere e verificare l’andamento concreto della solidarietà, con particolare attenzione alla distribuzione dei turni e delle ore di lavoro.

La contestazione sugli straordinari

Un ulteriore elemento di tensione riguarda il ricorso agli straordinari. Il sindacato considera inaccettabile che vengano richieste ore aggiuntive mentre ad altri dipendenti vengono tagliate ore di lavoro. Secondo la posizione espressa da Fiom e Cgil, questa situazione alimenta dubbi sull’equità delle scelte organizzative e rischia di aggravare l’impatto della vertenza sui lavoratori.

La richiesta conclusiva è dunque quella di rendere più chiari i criteri di applicazione dei contratti di solidarietà e di garantire un controllo sindacale costante. Al centro restano la tutela dei salari, l’assenza di discriminazioni nella turnazione e la necessità di evitare che la solidarietà venga percepita come una forma di licenziamento mascherato.