Il futuro industriale del Fabrianese passa dai tavoli convocati a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Al centro del confronto ci sono le vertenze di Beko Europe ed Electrolux, alle quali si aggiunge la chiusura del centro di ricerca e sviluppo Whirlpool Technology, l’ex Wrap di Fabriano. Il territorio affronta così una fase di forte incertezza, tra riduzioni degli organici, ricorso agli ammortizzatori sociali e piani di rilancio ancora da verificare.
Beko, attesa per la verifica dell’accordo
Il primo dossier esaminato riguarda Beko Europe e l’accordo sottoscritto nell’aprile 2025. L’intesa prevedeva la riduzione degli esuberi nazionali da 1.935 a 1.300, la salvaguardia di tutti gli stabilimenti italiani e investimenti complessivi per 62 milioni di euro. Tra i siti tutelati figurano quello di Comunanza, lo stabilimento di Siena e il polo di ricerca e sviluppo di Fabriano.
La transizione occupazionale è stata finora affrontata attraverso cassa integrazione e uscite incentivate. Nello stabilimento di Melano hanno già lasciato l’azienda 100 dipendenti, mentre la situazione resta sotto osservazione. La Fiom ha segnalato un nuovo periodo di cassa integrazione per tutto ottobre e la fermata completa del plant dal 26 al 30 del mese.
Il sindacato contesta inoltre la gestione del magazzino spedizioni. Secondo la Fiom, a fronte dell’aumento dei volumi logistici legati a prodotti realizzati in altri siti, Beko non avrebbe accettato di affidare l’attività al personale interno. La richiesta è di utilizzare quei carichi di lavoro per ridurre gli effetti della cassa integrazione e garantire occupazione ai dipendenti rimasti. Per il sindacato, la multinazionale deve ora dare attuazione alla seconda parte dell’accordo, rispettando gli investimenti previsti e tutelando i lavoratori.
Electrolux e il centro Whirlpool
Successivamente il confronto si sposta sulla vertenza Electrolux. Il nuovo piano di rigenerazione indica 1.250 esuberi, ai quali si aggiungono 110 lavoratori interinali. Resta incerto il futuro dello stabilimento di Cerreto d’Esi, che nel piano industriale originario era destinato alla chiusura. Sindacati e istituzioni hanno respinto quella ipotesi.
Nel corso dell’ultimo incontro al ministero, l’azienda ha trasformato gli esuberi forzosi in uscite volontarie. Electrolux ha inoltre assicurato il mantenimento dell’occupazione oltre la scadenza del 31 dicembre, per tutto il periodo necessario a individuare un acquirente in grado di garantire la continuità produttiva del sito.
La situazione appare invece definita per Whirlpool Technology, il centro di ricerca e sviluppo con sede a Fabriano. La multinazionale ha comunicato la decisione del consiglio di amministrazione di dismettere l’attività e trasferirla in Nord America, con l’obiettivo di avvicinare i laboratori ai principali poli produttivi del continente. La scelta comporta la perdita del lavoro per 40 dipendenti, in prevalenza ingegneri e tecnici specializzati provenienti dalla provincia.