Carrara (MS)

Usb contesta il rinnovo del contratto provinciale del lapideo

L’organizzazione convoca un incontro pubblico il 17 settembre a Carrara: nel mirino aumenti, orario, sicurezza e gestione delle cave.

L’Unione sindacale di base torna a intervenire sul settore del marmo e annuncia un’assemblea pubblica per discutere le ragioni del dissenso rispetto al nuovo accordo provinciale del lapideo. L’appuntamento è fissato per il 17 settembre alle 17 nella sede della Lega dei cavatori, in piazza Duomo a Carrara.

Le critiche all’accordo

Secondo l’organizzazione, a inizio agosto Cgil, Cisl e Uil avrebbero sottoscritto il rinnovo dopo una mobilitazione definita timida. L’intesa, sostiene Usb, non risponderebbe alle richieste avanzate dai lavoratori durante l’assemblea generale di settore che si era svolta in primavera a Marina di Carrara.

Tra i punti contestati c’è innanzitutto la mancata introduzione della riduzione dell’orario a parità di salario, indicata dal sindacato come uno degli elementi centrali della transizione nel comparto. Gli aumenti economici previsti, prosegue la nota, sarebbero limitati e in parte collegati alla produttività individuale. Per Usb, l’unico aspetto rimasto sostanzialmente invariato sarebbe la contrattazione provinciale.

La posizione dell’organizzazione viene motivata anche con il quadro economico e produttivo del settore. Nel testo si fa riferimento ai fatturati delle aziende del marmo, all’aumento dell’inflazione e al conseguente incremento del costo della vita. Il sindacato critica inoltre la distribuzione dei profitti, sostenendo che le ricadute economiche resterebbero concentrate nelle mani di pochi proprietari.

Sicurezza, occupazione e filiera

Tra le questioni sollevate figurano anche la tutela dell’ambiente e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Usb richiama il fatto che nel comparto, secondo quanto affermato nella nota, si verificano ancora troppo spesso incidenti mortali. Viene inoltre segnalata la diminuzione del numero degli addetti, a fronte dell’impiego di macchinari sempre più avanzati e di una crescita dei profitti.

Un ulteriore motivo di critica riguarda il progetto della filiera in loco. L’organizzazione sostiene che le promesse rivolte alle istituzioni locali vengano disattese dalle imprese del marmo e contesta il livello delle retribuzioni, definito insufficiente rispetto al valore delle attività svolte e delle risorse estratte.

Nel richiamare la storia del movimento dei cavatori e le battaglie sindacali del passato, Usb invita i lavoratori del settore a partecipare all’assemblea del 17 settembre, convocata in vista delle votazioni sull’accordo. L’obiettivo dichiarato è respingere il rinnovo provinciale e riaprire il confronto sulle condizioni di lavoro, sui salari, sull’orario e sulla sicurezza.