Sono Bercella di Parma, Curti di Ravenna e Dino Paoli di Reggio Emilia le tre aziende dell’Emilia-Romagna selezionate per la missione negli Stati Uniti dedicata ai comparti aerospaziale, sicurezza, robotica e Space Economy. Le imprese fanno parte di un gruppo di dodici Pmi italiane ad alto potenziale coinvolte nel programma promosso da Intesa Sanpaolo insieme a Innovit.
Il percorso prevede attività nella Silicon Valley, con incontri con esponenti dell’industria spaziale americana, investitori e potenziali partner commerciali e industriali. Sono inoltre previste sessioni di formazione, confronto e sviluppo del business, con l’obiettivo di sostenere l’ingresso delle aziende italiane in nuovi mercati e favorire collaborazioni negli Stati Uniti.
Le dodici aziende selezionate
Oltre alle tre realtà emiliano-romagnole, partecipano alla missione ALI di Napoli, APR e Bisiach&Carrù di Torino, Bright Solutions di Pavia, Cospal Composites di Bergamo, Leas di Padova, Netgroup di Napoli, Novation Tech di Treviso e SAB Aerospace di Benevento. Le aziende sono state individuate tra le oltre 200mila Pmi clienti della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Innovit.
La missione 2026 rappresenta la terza iniziativa organizzata in tre anni nell’ambito della collaborazione tra i due soggetti. Per le imprese coinvolte, il programma punta a creare occasioni di contatto con l’ecosistema tecnologico statunitense e ad accompagnare la ricerca di nuovi sbocchi commerciali, fornitori e collaborazioni industriali.
La piattaforma per trovare partner
In concomitanza con la missione negli Usa è stata presentata anche Connecting Markets, una piattaforma digitale sviluppata da Intesa Sanpaolo con il supporto di Matchplat e basata sull’intelligenza artificiale. Il sistema consente alle Pmi di individuare potenziali partner commerciali e industriali attraverso una banca dati che comprende oltre 560 milioni di aziende, più di 2mila settori e oltre 170 Paesi.
Lo strumento può essere utilizzato per cercare fornitori, aziende interessate a possibili acquisizioni o collaborazioni e mercati nei quali sviluppare nuove attività. Intesa Sanpaolo riferisce di aver erogato dal 2020 12 miliardi di euro per progetti di internazionalizzazione e sostegno all’export.
Un capitolo specifico riguarda la filiera aerospaziale. La banca dichiara di aver finanziato oltre 500 Pmi italiane del comparto per più di un miliardo di euro. Una collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e l’Agenzia spaziale europea dovrebbe inoltre attivare 300 milioni di euro di nuovi finanziamenti destinati agli investimenti delle piccole e medie imprese, attraverso risorse europee e strumenti di garanzia.
Secondo le stime della Space Foundation riportate nel documento, il valore della Space Economy mondiale potrebbe raggiungere circa 800 miliardi di dollari entro il 2027 e arrivare a mille miliardi entro il 2032. In Italia il settore conta oltre 50mila addetti e una filiera che comprende software, elettronica, ingegneria, telecomunicazioni, meccanica e produzione di veicoli spaziali. In questo contesto, le Pmi occupano spesso nicchie produttive ad alto contenuto tecnologico.
Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha definito l’apertura di nuove rotte commerciali e industriali un passaggio importante per l’economia italiana ed europea. Alberto Acito, direttore del Centro di Innovazione di Innovit, ha sottolineato invece le opportunità legate alla convergenza tra spazio, intelligenza artificiale, software e dati. Per Bercella, Curti e Dino Paoli il programma costituisce quindi un’occasione di confronto con uno dei mercati tecnologici più competitivi a livello internazionale.