Prima un dovere, poi un desiderio, infine una delusione. Lo smart working durante la pandemia da Covid-19 è diventato un obbligo per i lavoratori, poi una possibilità desiderata e oggi, in base al secondo rapporto Camst-Censis presentato a Bologna, almeno in parte una delusione legata al cibo. Interpellando mille lavoratori italiani, emerge che il 36,2% salta spesso il pranzo mentre è in telelavoro, o mangia mentre continua a lavorare. Il 35% è stressato dal doversi preparare il pasto quando è in smart working, il 30% sente la mancanza dei colleghi e il 26% ritiene che l'assenza del pranzo condiviso abbia ricadute negative sul lavoro. Al 60% dei dipendenti capita di vivere almeno una di queste difficoltà, al 37% gran parte di esse. Contemporaneamente, il 58,5% chi lavora in modalità mista tornerebbe in ufficio a fronte di migliori spazi e servizi dedicati alla condivisione del cibo e 9 su 10 pensano che offrire uno spazio adeguato dove mangiare sia un importante segnale di attenzione da parte dell'azienda. Così come è importante per la grande maggioranza non solo qualità del cibo e il servizio, ma anche l'estetica del locale e gli arredi.
Bologna (BO)
Telelavoro, smart working e pausa pranzo: per sei lavoratori su dieci è un’esperienza problematica
E' quanto emerge dal secondo Rapporto Camst-Censis presentato a Bologna