La vertenza Sirti coinvolge anche il Trevigiano. Venerdì 6 novembre 2026, durante un incontro a Roma, la direzione aziendale ha comunicato ai sindacati l’intenzione di avviare a metà novembre una procedura di licenziamento collettivo per circa 430 dipendenti. A questi si aggiungerebbero circa 190 contratti di somministrazione destinati a non essere prorogati alla scadenza. Secondo la Fiom Cgil di Treviso, il numero complessivo dei posti a rischio arriva così a 620, pari a quasi un quarto dell’organico.
Le motivazioni dell’azienda
Sirti ha collegato la decisione alle previsioni di una riduzione del fatturato per il 2027 superiore a 200 milioni di euro. Il calo, secondo quanto riferito dall’azienda, sarebbe legato alla conclusione delle attività connesse al PNRR. Tra le professionalità interessate figurano operatori sul campo, addetti alla logistica, personale di staff e lavoratori della cosiddetta super operation, la struttura incaricata di coordinare gli interventi.
Nel sito di Mareno di Piave lavorano attualmente circa 150 dipendenti. La Fiom Cgil segnala che l’annuncio riporta alla memoria le precedenti vertenze che hanno riguardato lo stabilimento. Nel 2019 la sede era già stata coinvolta in un piano nazionale di esuberi, mentre nel 2020, dopo una nuova procedura di licenziamento collettivo, i lavoratori avevano partecipato alle iniziative di mobilitazione. Nel marzo 2024 i dipendenti avevano inoltre votato l’ipotesi di accordo sul premio di risultato.
Assemblee e sciopero
Per il segretario generale della Fiom Cgil di Treviso, Manuel Moretto, il rischio occupazionale riguarda persone, competenze e famiglie e non può essere ricondotto automaticamente alla conclusione di una commessa o alla mancata aggiudicazione di una gara. Il sindacato chiede a Sirti la presentazione di un piano industriale credibile, capace di tutelare l’occupazione e di garantire prospettive ai siti produttivi.
La Fiom Cgil trevigiana ha programmato per venerdì 13 novembre le assemblee dei lavoratori, durante le quali saranno definite le iniziative di protesta sul territorio. In coordinamento con le sigle nazionali, il sindacato aderirà poi allo sciopero proclamato per le prime quattro ore di lunedì 16 novembre. La mobilitazione punta a contrastare i tagli e l’avvio della procedura, chiedendo anche l’intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nei confronti dell’azienda e dei committenti.
Secondo la Fiom, il confronto ministeriale dovrà riguardare non soltanto le prospettive di Sirti Telco, ma anche quelle di Sirti Digital. Al tavolo dovranno essere coinvolti Sirti e il fondo Pillarstone. Per il sindacato, la tutela dei posti di lavoro passa da scelte industriali di lungo periodo e da condizioni di gara che non trasferiscano sui dipendenti gli effetti della competizione basata sul massimo ribasso.