Il voto dell’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena non chiude la partita sull’operazione prospettata sull’istituto. Dopo il sit-in organizzato davanti all’Auditorium della banca, in concomitanza con l’assemblea, i sindacati confederali hanno espresso preoccupazione per le possibili conseguenze su lavoratori, rete degli sportelli, imprese e territori.
I timori della Fisac Cgil
La Fisac Cgil di Siena sostiene che operazioni di questa dimensione non favoriscano l’economia reale locale e possano ridurre la possibilità per le imprese di ottenere affidamenti adeguati e per gli utenti di scegliere all’interno di un mercato competitivo. Il sindacato ha richiamato la situazione di un territorio già segnato, secondo la sua valutazione, da una profonda crisi economica, industriale, produttiva e sociale.
La Fisac chiede di conoscere le risorse disponibili per mettere in sicurezza i lavoratori e il sistema del credito, oltre al progetto industriale e alle relative garanzie. Le richieste sono rivolte alle aziende che hanno promosso l’operazione e al Governo, chiamato dal sindacato ad assumersi la responsabilità sulle prospettive della banca.
Occupazione e valutazione dell’Antitrust
La preoccupazione riguarda anche la Toscana e, in particolare, il territorio fiorentino. Secondo la Fisac Toscana, le persone legate alle attività del gruppo Mps a Firenze sono oltre 1.200. Considerando i dipendenti diretti di Mps, Intesa Sanpaolo e Bper Banca presenti a Firenze e provincia, il sindacato stima circa 3.000 lavoratori potenzialmente interessati dagli effetti dell’Opas, ai quali si aggiungono gli addetti dell’indotto.
Per la Fisac, i possibili effetti non riguardano soltanto una razionalizzazione della rete degli sportelli, ma anche la futura collocazione degli uffici centrali, delle strutture specialistiche e delle funzioni informatiche presenti nell’area fiorentina.
La First Cisl Toscana si è detta contraria a concentrazioni bancarie che possano impoverire il tessuto produttivo locale o mettere a rischio occupazione, professionalità e rapporto con famiglie e imprese. Il sindacato considera ancora aperta la partita e attribuisce un ruolo determinante alle valutazioni dell’Antitrust, che dovranno contribuire a definire il perimetro dell’operazione e le sue ricadute sul lavoro, sulla clientela e sui territori.
Una richiesta di confronto tempestivo arriva anche da Carlo Magni, segretario Uilca per il gruppo e Banca Mps. Secondo Magni, il voto in assemblea non coincide con il perfezionamento delle operazioni prospettate. Per valutarne gli effetti, ha aggiunto, saranno necessari assetti definiti, piani industriali, perimetri delle attività e decisioni delle autorità competenti.