Un robot subacqueo sta operando a circa 80 metri di profondità nel bacino della diga di Cancano, nel territorio di Valdidentro, in Alta Valtellina. La sperimentazione rientra nel Progetto Teti, promosso da A2A per rimuovere i sedimenti accumulati sul fondale degli invasi idroelettrici senza svuotare il bacino e senza interrompere la produzione di energia.
L’iniziativa, presentata il 17 settembre 2026, è stata sviluppata da A2A insieme a Watertracks, società francese specializzata in soluzioni robotiche. Il test alla diga valtellinese rappresenta la prima applicazione in Italia di questa tecnologia, pensata per intervenire direttamente sul materiale depositato sul fondo degli invasi.
Come funziona il sistema
Il mezzo impiegato è un robot cingolato progettato per muoversi sul fondale. Due frese rotanti laterali smuovono i sedimenti, che vengono poi aspirati da una pompa e trasferiti in un’area appositamente individuata all’interno dell’invaso, lontana dalle prese d’acqua. L’intervento consente di operare mentre l’impianto resta in funzione.
La presenza di sedimenti sul fondo può ridurre la capacità utile dei bacini e aumentare il rischio che il materiale raggiunga le prese dell’impianto. L’accumulo è favorito dall’erosione dei versanti montuosi e può aggravarsi in seguito a precipitazioni intense ed eventi meteorologici estremi. La tecnologia sperimentata da A2A punta quindi a rendere possibile una manutenzione mirata senza ricorrere allo svuotamento del bacino.
Acqua e cambiamento climatico
Il Progetto Teti si inserisce nel quadro delle difficoltà legate alla gestione delle risorse idriche. Periodi di siccità più frequenti e prolungati rendono l’acqua una risorsa più preziosa, mentre le piogge intense possono incrementare il trasporto di materiali verso gli invasi. La possibilità di rimuovere i sedimenti durante l’esercizio dell’impianto viene presentata come uno strumento per coniugare manutenzione, tutela dell’acqua e continuità della produzione idroelettrica.
Secondo A2A, il progetto è nato da un percorso interno di Design Thinking dedicato alla ricerca di soluzioni per le infrastrutture idroelettriche. L’amministratore delegato Renato Mazzoncini ha sottolineato il ruolo strategico dell’energia idroelettrica e la necessità di ripensare la gestione degli impianti alla luce degli effetti del cambiamento climatico.
Conclusa la sperimentazione a Cancano, A2A valuterà la possibilità di estendere il progetto agli altri impianti del gruppo e, potenzialmente, ad altri bacini idroelettrici italiani. La diga di Valdidentro resta intanto il banco di prova per verificare sul campo l’efficacia del sistema e la sua applicabilità su scala più ampia.