Viterbo (VT)

In dieci anni più 48% di richieste alla Caritas di Viterbo

Famiglie fragili e lavoratori poveri affrontano rincari, affitti e pensioni insufficienti nella Tuscia.

Nella provincia di Viterbo la difficoltà economica non appare più come una condizione temporanea, ma come una situazione che tende a stabilizzarsi. I dati richiamati da Caritas e Istat descrivono un aumento costante delle persone che chiedono sostegno per affrontare spese essenziali, dagli alimenti all’abbigliamento, fino alle utenze domestiche.

Crescono le richieste ai centri d’ascolto

Nell’ultimo anno le richieste di aiuto raccolte nei centri della provincia sono aumentate dell’1,7%. Il dato conferma una tendenza all’indigenza che non si è arrestata e che, nel corso del tempo, ha coinvolto un numero sempre più ampio di nuclei familiari e singole persone.

Il confronto con il passato restituisce un quadro ancora più difficile: rispetto a dieci anni fa, le famiglie viterbesi che si rivolgono alla Caritas sono aumentate del 48%. Nei centri d’ascolto arrivano persone che non riescono a sostenere il costo della spesa, delle bollette della luce e del gas o delle altre necessità quotidiane. L’incremento delle richieste mette sotto pressione anche le risorse disponibili per gli operatori sociali.

Il disagio riguarda anche chi lavora

Tra le persone in difficoltà ci sono anche lavoratori con contratti part-time o con redditi insufficienti a coprire le spese del mese. In questi casi, l’occupazione non è abbastanza per garantire stabilità economica, soprattutto quando il nucleo familiare dispone di una sola entrata. Una condizione che riguarda anche chi vive da solo e gli anziani con pensioni minime.

Il costo della vita e l’aumento delle spese per la casa rappresentano uno dei principali ostacoli per chi cerca di mantenere un equilibrio. A Viterbo trovare un affitto sostenibile è diventato difficile, mentre gli alloggi popolari non sono sufficienti a rispondere a tutte le esigenze. Per molti, una quota molto elevata dello stipendio viene destinata al canone, lasciando poche risorse per alimenti, utenze e altre necessità.

Quando il reddito non basta, il rischio è l’accumulo di arretrati e l’avvicinarsi dello sfratto. Le persone più esposte possono così rivolgersi alla mensa sociale per ottenere un pasto caldo o chiedere un sostegno per affrontare l’affitto arretrato. Il quadro delineato dai numeri della Caritas mostra quindi una povertà prolungata, nella quale uscire dalla difficoltà richiede tempi più lunghi e aiuti più consistenti.