Costruire una strategia per il futuro della pesca e dell’acquacoltura in Emilia-Romagna, partendo dai dati e dal confronto con chi lavora ogni giorno in mare, negli allevamenti, nei mercati e lungo l’intera filiera. È l’obiettivo della prima edizione degli Stati generali regionali, promossi dalla Regione nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027.
L’iniziativa punta a sostenere le imprese e l’occupazione, accompagnare l’innovazione e il ricambio generazionale e affrontare le trasformazioni ambientali ed economiche che stanno interessando il comparto. Il confronto regionale sarà collegato anche al dialogo con Roma e Bruxelles, in vista della futura programmazione europea successiva al 2027.
Il primo appuntamento nel Ferrarese
Il ciclo di incontri si apre venerdì 25 settembre a Goro. L’appuntamento è fissato alle 9.30 nella sala consiliare del Comune e sarà dedicato al tema dell’acquacoltura alle prese con cambiamento climatico e specie invasive. Al centro del confronto ci sarà la ricerca di un nuovo modello per il settore.
Gli Stati generali proseguiranno lungo la costa emiliano-romagnola con altri due appuntamenti. Venerdì 9 ottobre, alle 9.30, il Museo della Marineria di Cesenatico ospiterà una sessione sulle strategie e sulle opportunità per il futuro della pesca regionale.
Dati e prospettive del comparto
La conclusione è prevista venerdì 27 novembre a Rimini, alle 9.30 nella sala Ressi del Teatro Galli. Il confronto sarà dedicato al ruolo dei contributi comunitari, al passaggio dal Feampa alla nuova programmazione 2028-2034 e alle prospettive per gli operatori.
I numeri fotografano il peso della filiera nell’economia regionale. Nel 2025 le imprese attive erano 2.597, con 4.415 addetti. La produzione della branca pesca e acquacoltura ha raggiunto 71,2 milioni di euro, mentre il valore aggiunto si è attestato a 33,7 milioni. Particolarmente forte la specializzazione nell’acquacoltura marina, che concentrava il 64,3% delle imprese del comparto.
Nello stesso anno la flotta regionale contava 574 imbarcazioni, escluse le unità asservite agli impianti di acquacoltura, e ha realizzato 14,7 mila tonnellate di catture. Nel 2024 l’Emilia-Romagna ha rappresentato il 12,4% delle catture italiane, risultando terza tra le regioni per quantità pescate.
I cinque principali mercati ittici regionali, a Cattolica, Cesenatico, Goro, Porto Garibaldi e Rimini, hanno registrato nel 2025 scambi per 25,8 milioni di euro, con una crescita dell’11% rispetto al 2022. Gli Stati generali saranno quindi l’occasione per discutere criticità e possibilità di sviluppo di una filiera chiamata a confrontarsi con cambiamenti ambientali, economici e regolamentari.