Restano pochi mesi per trovare una soluzione occupazionale per i 35 dipendenti di PayCare impiegati nella sede di San Martino, nel territorio di Monteriggioni, nei servizi di call center per il settore bancario. A rilanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl, preoccupate per la conclusione della cassa integrazione straordinaria prevista dagli accordi.
La richiesta di un tavolo istituzionale
Secondo quanto riferito dai sindacati, la cassa integrazione terminerà alla fine del 2026. La scadenza, ormai ravvicinata, rende urgente l’individuazione di un nuovo percorso lavorativo per le maestranze. Le organizzazioni chiedono di dare seguito al tavolo di confronto avviato prima dell’estate per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Daniela Miniero, segretaria generale di Fiom Cgil Siena, sollecita un intervento da parte della politica, delle istituzioni e delle controparti datoriali. L’obiettivo, spiega, è arrivare in tempi brevi alla convocazione del tavolo e ottenere una risposta concreta sul piano occupazionale, prima che i dipendenti si ritrovino senza il sostegno degli ammortizzatori sociali.
L’appello di Fim Cisl
Il segretario di Fim Cisl, Giuseppe Cesarano, rivolge l’appello al Comune di Siena, alla Regione Toscana e alle altre istituzioni coinvolte. Per il sindacalista, senza un intervento tempestivo 35 famiglie rischiano di restare senza lavoro e senza una prospettiva. La vertenza PayCare, sottolinea, deve essere considerata insieme alle altre crisi occupazionali del territorio.
I sindacati non chiedono soltanto solidarietà, ma un percorso istituzionale definito, con obiettivi, responsabilità e tempi precisi. L’auspicio è che nei prossimi mesi possa emergere una concreta soluzione occupazionale. In assenza di risposte, non viene esclusa un’iniziativa pubblica nel centro di Siena per riportare la vertenza all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza.