Ancona (AN)

Palazzo Stracca, il progetto edilizio naufragato ad Ancona

L’imprenditore Stefano Ascoli attribuisce lo stop a tempi amministrativi, norme mutevoli e mancati finanziamenti bancari.

Il progetto di Palazzo Stracca, pensato come il primo condominio a basso impatto ambientale di Ancona, si è trasformato in un fallimento aziendale e in una vicenda ancora aperta per i futuri acquirenti. L’iniziativa, sviluppata nell’area di via Montebello, prevedeva la costruzione di un edificio residenziale in legno, con appartamenti, autorimesse e spazi destinati anche al Comune.

A ripercorrere le tappe dell’operazione è l’imprenditore Stefano Ascoli, coinvolto nel progetto. L’idea era nata dalla posizione dell’area, centrale ma distante dal traffico di via San Martino, e dalla prospettiva di riportare parte dell’edilizia residenziale verso il centro dopo anni di espansione nelle zone periferiche. La struttura in legno avrebbe dovuto garantire un minore impatto ambientale, mentre il Superbonus avrebbe consentito, secondo le previsioni iniziali, di contenere i prezzi di vendita attraverso la cessione dei crediti fiscali.

Un intervento articolato

Il piano prevedeva 56 appartamenti: 51 destinati alla vendita, due assegnati a VAM, l’altra società coinvolta nella costituzione del condominio, e tre riservati al Comune. Erano inoltre previsti circa 80 posti auto, 25 dei quali da cedere all’amministrazione comunale. Alla progettazione avevano partecipato cinque studi di ingegneria, uno studio di architettura, uno di geometri e uno di geologia.

Secondo la ricostruzione di Ascoli, il progetto ha incontrato ostacoli già nella fase autorizzativa. Per il rilascio del permesso di costruire sarebbero stati necessari 13 mesi, mentre l’approvazione della variante avrebbe richiesto 17 mesi. A questi tempi si è aggiunta l’incertezza normativa legata al Superbonus, che avrebbe reso più difficile la pianificazione economica dell’intervento.

Tra i fattori indicati dall’imprenditore figurano anche il mancato finanziamento da parte degli istituti di credito e i ritardi nella realizzazione degli impianti e delle opere legate all’energia. Nella sua ricostruzione vengono citati i tempi dei grandi gruppi del settore, tra cui Enel ed Eni, oltre alla burocrazia e alle difficoltà amministrative. Un insieme di problemi che, secondo Ascoli, avrebbe inciso sulla tenuta finanziaria delle imprese coinvolte.

Vendite e crisi delle imprese

Prima del blocco dell’iniziativa erano stati sottoscritti preliminari per 34 dei 51 appartamenti destinati alla vendita. Il prezzo medio indicato era di 2.224 euro al metro quadrato, reso possibile, nelle intenzioni dei promotori, dall’utilizzo dei bonus fiscali. Il confronto citato da Ascoli è con i prezzi delle nuove costruzioni nel resto delle Marche, che a suo dire possono arrivare a 5.000-6.000 euro al metro quadrato.

La vicenda è arrivata all’epilogo con la liquidazione giudiziale della Cap Costruzioni, mentre anche Ancona Case in Centro, società collegata alla gestione del cantiere, è interessata da una procedura di concordato preventivo. La crisi delle due aziende ha lasciato l’edificio incompiuto e ha coinvolto i clienti che avevano sottoscritto i preliminari.

Il progetto è naufragato definitivamente nella crisi dell’aprile 2025, dopo il susseguirsi dei ritardi, dei problemi finanziari e dei cambiamenti nelle regole sui bonus edilizi. Resta tuttavia una possibile prospettiva di ripresa: una società di Civitanova sarebbe interessata a subentrare e a riavviare l’intervento, ma l’ipotesi è legata alla conclusione positiva dei concordati preventivi. Al momento, quindi, Palazzo Stracca rimane un cantiere fermo e il suo futuro dipende dagli sviluppi delle procedure e dall’eventuale ingresso del nuovo operatore.