La Spezia Container Terminal attraversa una fase di profonda trasformazione, sostenuta da nuovi investimenti, interventi sui fondali e una crescita dei volumi movimentati. Il terminal, controllato al 60% dal Gruppo Contship e partecipato al 40% da MSC, ha programmato un maxi-ordine per l’ammodernamento delle attrezzature e si prepara all’avvio del nuovo Terminal Ravano.
Nuove attrezzature e lavori sui fondali
Ad agosto 2026 LSCT ha firmato i contratti per la fornitura di quattro gru ship-to-shore e diciotto mezzi di piazzale, tra gru RTG e RMG. L’operazione vale complessivamente 90 milioni di euro e prevede consegne nell’arco di 24-28 mesi. La fornitura è stata affidata a un costruttore cinese al termine di una selezione tecnica e qualitativa.
Le nuove gru di banchina permetteranno di operare con navi portacontainer fino a 24.000 TEU e di gestire contemporaneamente tre grandi unità. L’ordine rientra in un piano di ammodernamento da 350 milioni di euro, destinato all’aggiornamento degli equipment, al potenziamento delle infrastrutture e all’aumento della capacità operativa. Tra gli obiettivi indicati dalla società figura anche l’incremento della quota di traffico ferroviario fino al 50%.
Un altro passaggio riguarda il dragaggio del terzo bacino portuale e del canale navigabile che collega la bocca di Ponente della diga foranea allo scalo. Dopo una prima gara andata deserta ad aprile 2026, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, ha assegnato i lavori, attraverso una procedura negoziata, all’ATI costituenda composta da Società Italiana Dragaggi SpA, Dott. Carlo Agnese SpA e Agnese Costruzioni Srl.
L’accordo quadro ha durata biennale e un valore superiore ai 68 milioni di euro. Tra gli interventi previsti c’è il dragaggio del primo lotto del terzo bacino, necessario a consentire l’accesso delle grandi portacontainer al nuovo Terminal Ravano. I fondali saranno portati fino a 15 metri di profondità.
Traffici in aumento e nodo occupazionale
Nel primo trimestre del 2026, il terminal spezzino ha registrato una crescita dei traffici containerizzati del 7,8%, in controtendenza rispetto alla media nazionale, che nello stesso periodo ha segnato una diminuzione del 4,6%. LSCT si è così collocata tra le poche realtà positive del Paese, insieme a Salerno.
Restano aperte, però, alcune questioni sul piano del lavoro. A metà giugno 2026 la società ha comunicato all’Autorità portuale e alle organizzazioni sindacali la decisione di non rinnovare, alla scadenza del 31 dicembre 2026, il contratto di rizzaggio con la cooperativa Dock Service. Dal 2027 le attività considerate core passeranno alle società Hannibal ed Eagle, entrambe all’interno del perimetro del Gruppo Contship.
LSCT ha motivato la scelta con la volontà di aumentare il controllo diretto su operazioni, sicurezza e prestazioni, assicurando la continuità occupazionale attraverso un piano di integrazione del personale di Dock Service nelle due società. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno convocato un’assemblea dei lavoratori per definire una posizione comune in vista dei prossimi incontri con il terminalista.
Sul fronte ambientale, a maggio 2026 è entrato in servizio il primo trattore elettrico utilizzato nei piazzali di LSCT. Il mezzo, impiegato da Hannibal per il navettaggio interno, è stato finanziato nell’ambito del progetto PNRR Green Ports e si inserisce in un programma più ampio che comprende anche la digitalizzazione dei processi e nuovi interventi infrastrutturali.