Un confronto tra posizioni diverse, ma con alcuni punti di convergenza, quello andato in scena all’Iren Green Park durante la Festa nazionale dell’Unità. Protagonisti Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ed Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, chiamati a discutere delle prospettive del sistema produttivo italiano e delle condizioni di lavoratori e imprese.
Il dialogo arriva alla vigilia del confronto ufficiale sulla piattaforma presentata agli industriali da Cgil, Cisl e Uil, previsto a partire da giovedì. Landini e Orsini hanno rappresentato sensibilità differenti, ma hanno riconosciuto la necessità di individuare soluzioni comuni per sostenere la competitività del Paese e favorire la crescita.
Le posizioni su governo e salari
Orsini ha espresso un giudizio positivo sulla stabilità dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, sottolineando che la continuità istituzionale può rappresentare un valore indipendentemente dal colore politico del futuro governo. Il presidente di Confindustria ha ribadito che l’organizzazione non si schiera per appartenenza politica, ma intende confrontarsi sulle idee e sulle esigenze del sistema economico.
Di segno opposto l’intervento di Landini, che ha parlato di un peggioramento delle condizioni economiche rispetto a cinque anni fa. Secondo il segretario della Cgil, lavoratori dipendenti e pensionati incontrano maggiori difficoltà ad arrivare alla fine del mese, anche a causa di una pressione fiscale che, a suo giudizio, ha gravato soprattutto su queste categorie.
Orsini ha ricordato che Confindustria ha sottoscritto i contratti nazionali e ha indicato nel tema della crescita una priorità del confronto. L’associazione, ha spiegato, rappresenta il 94 per cento dei contratti tra quelli non scaduti e quelli rinnovati. Landini ha chiesto invece interventi più incisivi a tutela del potere d’acquisto, a partire dalla cancellazione dei contratti pirata e dall’introduzione di meccanismi di rivalutazione annuale dei salari collegati all’inflazione.
Energia, Europa e lavoro
La convergenza più ampia è emersa sul costo dell’energia e sul ruolo dell’Europa. Orsini ha collegato il prezzo dell’energia alla competitività delle imprese, osservando che il sistema produttivo europeo deve confrontarsi con aree del mondo in cui sono inferiori i costi energetici, delle materie prime e della produzione. Da qui l’esigenza, secondo il presidente di Confindustria, di un’Europa capace di condividere strategie per la crescita.
Landini ha indicato nelle fonti rinnovabili e in un piano straordinario di investimenti pubblici e privati la strada per ridurre la dipendenza da gas e petrolio importati. Per il leader della Cgil, la transizione energetica può contribuire a creare occupazione e a rafforzare l’autonomia del Paese, riportando al centro la persona, il lavoro e la giustizia sociale.
Nel confronto è stato affrontato anche il tema dell’immigrazione. Orsini ha richiamato il ruolo della manodopera straniera per le imprese, mentre Landini ha sostenuto che gli immigrati devono essere considerati lavoratori e non criminali. Il segretario sindacale ha inoltre osservato che molte aziende dichiarano di non trovare personale e competenze, mentre numerosi giovani italiani lasciano il Paese.