Forli' (FC)

Gasolio oltre 2,5 euro a Forlì-Cesena: l’allarme di Federconsumatori

Serena Balzani contesta accise, agevolazioni fiscali e distributori inattivi, mentre teme nuovi rincari per famiglie e ceto medio.

Il caro carburante torna al centro del dibattito nella provincia di Forlì-Cesena. A rilanciare l’allarme è Serena Balzani, presidente di Federconsumatori Forlì-Cesena, secondo la quale l’aumento dei costi di benzina e gasolio sta modificando le condizioni di vita di molte famiglie, soprattutto quelle con redditi medi e bassi.

Il confronto sui prezzi mette in evidenza una crescita significativa dall’inizio dell’anno. A gennaio 2026 il costo medio della benzina era di 1,638 euro al litro, mentre quello del gasolio si attestava a 1,657 euro. Il 22 settembre, invece, la media rilevata in Emilia-Romagna era salita a 2,149 euro per la benzina e a 2,336 euro per il gasolio.

Accise e costi per le famiglie

Per un rifornimento da 50 litri, osserva Federconsumatori, la spesa è passata dagli circa 82 euro di gennaio a circa 107 euro per la benzina e 117 euro per il gasolio. Balzani collega il possibile ulteriore aumento alla decisione del Governo di ridurre progressivamente il taglio delle accise: dopo il superamento di quelle sulla benzina, il provvedimento prevede l’azzeramento delle accise sul gasolio dal 5 ottobre.

La presidente dell’associazione stima che, nell’arco di due settimane, il gasolio possa superare i 2,5 euro al litro. In base ai suoi calcoli, il pieno di un’automobile costerebbe già oggi 34 euro in più rispetto a gennaio e potrebbe arrivare a 42 euro in più a ottobre, con una possibile evoluzione verso un aggravio di 50 euro. Balzani considera poco incisivo il meccanismo delle accise mobili previsto in alternativa.

Nel suo intervento, la presidente di Federconsumatori richiama anche l’abolizione del bollo per auto e moto recentemente annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo una prima ricognizione dell’associazione, la misura riguarderebbe meno della metà delle 274mila vetture presenti nella provincia e una quota ancora più ridotta dei 57mila motocicli. Il risparmio medio stimato per ciascun automobilista sarebbe compreso tra 40 e 50 euro, una cifra che l’associazione invita a confrontare con l’incremento del costo di un singolo pieno.

Distributori e prezzi segnalati

Federconsumatori segnala inoltre alcune anomalie nei dati sui rifornimenti più convenienti. Secondo le informazioni riportate dal sito ministeriale Osservaprezzi, i due distributori con i prezzi più bassi della provincia si trovavano a Forlì. Uno indicava, in modalità self, benzina a 1,954 euro e gasolio a 2,018 euro al litro; l’altro proponeva rispettivamente 1,959 e 2,044 euro.

Dopo le segnalazioni di alcuni consumatori, che avevano attraversato la provincia per raggiungere gli impianti più economici, l’associazione ha verificato che entrambi i distributori risultavano fuori servizio, probabilmente già da qualche tempo. Il caso, secondo Balzani, solleva dubbi sull’effettiva attendibilità di alcune rilevazioni utilizzate dagli automobilisti per orientarsi nella scelta del rifornimento.

La presidente avverte infine che l’aumento dei carburanti potrebbe ripercuotersi anche sui prezzi dei prodotti di largo consumo. Nel suo richiamo agli anni 2022 e 2023, Balzani cita la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni e il calo del reddito pro capite italiano del 4% negli ultimi vent’anni, a fronte di una crescita media europea del 18,2%. A suo giudizio, l’inflazione del 3,3% registrata ad agosto potrebbe aumentare fino a sfiorare il 5% nei prossimi mesi, spinta dai costi di carburante, bollette e spesa alimentare.