L’ABI ha pubblicato nuove linee guida per aggiornare le convenzioni tra banche e Confidi e facilitare l’accesso al credito delle imprese in difficoltà. Le indicazioni puntano a semplificare le pratiche, migliorare lo scambio di informazioni e chiarire le responsabilità degli intermediari coinvolti.
Il documento riguarda anche le convenzioni tra banche e associazioni o fondazioni antiusura, destinate agli interventi a favore delle famiglie. Per le imprese, invece, il riferimento è il Fondo previsto dall’articolo 15 della legge n. 108/1996, che sostiene l’accesso al credito legale dei soggetti esposti a un elevato rischio finanziario.
Importi e condizioni delle operazioni
Le nuove linee guida sono state presentate il 5 ottobre 2026 e si inseriscono nella riforma prevista dalla legge di Bilancio 2025, la legge n. 207/2024, attuata dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 27 febbraio 2026.
La disciplina prevede finanziamenti fino a 150.000 euro, assistiti da una garanzia pubblica. La copertura può arrivare fino all’80% dell’importo dovuto, comprensivo del capitale e degli interessi previsti. Nei casi consentiti, i Confidi possono inoltre erogare finanziamenti diretti fino a 40.000 euro per singola operazione.
È previsto un costo calmierato dello 0,50% dell’importo dell’operazione per l’accesso alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi. La durata massima delle operazioni garantite dai Confidi è di 10 anni. Non si tratta, tuttavia, di contributi a fondo perduto: gli strumenti servono a favorire la concessione di credito.
La garanzia non comporta l’erogazione automatica del finanziamento. La richiesta resta subordinata alle verifiche previste e all’istruttoria del soggetto finanziatore. Le linee guida, inoltre, non assicurano tempi di erogazione più brevi: i possibili benefici dipenderanno dall’effettivo adeguamento delle convenzioni.
Chi può presentare la richiesta
Il Fondo si rivolge alle PMI con difficoltà di accesso al credito ordinario e caratterizzate da un elevato rischio finanziario. L’impresa deve rivolgersi a un Confidi abilitato a operare con le risorse del Fondo, che svolge le verifiche di propria competenza.
Tra i soggetti finanziatori ammessi rientrano banche, intermediari finanziari autorizzati e operatori di microcredito. È possibile accedere anche a successive operazioni garantite se il precedente finanziamento è stato integralmente rimborsato oppure è in regolare ammortamento, con almeno il 25% del capitale già restituito.
Il primo passaggio consiste nell’individuare un Confidi operativo nella gestione delle risorse destinate alla prevenzione dell’usura. Occorre quindi verificare i requisiti, indicare l’importo richiesto e la finalità del finanziamento, oltre a presentare la documentazione economico-finanziaria necessaria.
Possono essere utili bilanci, situazioni contabili aggiornate, prospetto dei debiti, previsioni dei flussi di cassa e una relazione sulle difficoltà finanziarie. L’elenco non è una documentazione obbligatoria uniforme: i documenti effettivamente richiesti devono essere verificati direttamente presso il Confidi. Per questo è importante accertare che l’intermediario individuato operi secondo la nuova disciplina.