Carrara (MS)

A Massa Carrara Tisg, stipendi garantiti e ipotesi concordato

Il personale resta in solidarietà al 40 per cento, mentre Sri Global offre 260 milioni per rilevare l’intero complesso.

Gli stipendi dei dipendenti Tisg non sarebbero in discussione, nonostante la complessa situazione finanziaria che coinvolge il cantiere e l’indotto della nautica a Carrara. La rassicurazione è arrivata durante l’incontro di monitoraggio con le rappresentanze sindacali aziendali, al quale ha partecipato Alberto Ferri, direttore del personale di The Italian Sea Group.

Nel corso della riunione è stato confermato il ricorso alla solidarietà al 40 per cento, prevista per sei mesi fino alla fine di marzo. Al momento non sono state fornite ulteriori indicazioni sulle procedure e sui dettagli della vertenza, che continua a coinvolgere dipendenti, fornitori e creditori del gruppo.

Il confronto sulla procedura

Le segreterie di categoria di Cgil, Cisl e Uil hanno mantenuto il monitoraggio sulla crisi e hanno previsto un incontro con Giovanni Costantino, che dovrebbe essere fissato per la prossima settimana. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sulla procedura giudiziale che la società intende adottare e sul piano di risanamento destinato a tutelare i diversi soggetti coinvolti.

Nei giorni scorsi il Tribunale di Firenze ha preso atto dell’intenzione della società di procedere con un concordato preventivo in continuità oppure con un piano di ristrutturazione. La scelta dovrà essere definita con una sentenza e successivamente adottata dal consiglio di amministrazione di Tisg. L’udienza è stata aggiornata all’11 novembre.

La procedura concorsuale viene considerata la soluzione più adatta per proteggere creditori, clienti e fornitori, anche alla luce del loro orientamento favorevole. Restano però pesanti le condizioni economiche della società. Nel parere depositato il 22 ottobre, i commissari avevano segnalato un patrimonio netto negativo per 422 milioni di euro, peggiorato di 30 milioni in due mesi, insieme a una gestione incapace di produrre margini.

L’offerta di Sri Global

Sul fronte delle possibili soluzioni industriali, la holding Sri Global, composta da Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, ha presentato una proposta per l’acquisto dell’intero complesso aziendale. L’offerta prevede 220 milioni di euro da corrispondere alla firma del contratto definitivo e altri 40 milioni destinati al sostegno dell’occupazione, per un impegno complessivo di 260 milioni di euro.

Secondo quanto riferito da fonti vicine all’azienda, la holding non dispone di cantieri propri e quindi non si verificherebbero duplicazioni di personale. La proposta, inoltre, non avrebbe un portafoglio ordini autonomo capace di penalizzare i marchi Tisg e non richiederebbe autorizzazioni antitrust. La vertenza resta intanto aperta, con i sindacati impegnati a chiedere informazioni sulla continuità aziendale e sulle garanzie per il lavoro.