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Electrolux, a Porcia meno esuberi e più produzione

Il piano riduce le uscite a 902, prevede adesioni incentivate e porta i volumi delle lavasciuga a 140 mila pezzi annui.

Dopo oltre trenta ore di trattativa, Electrolux e le organizzazioni sindacali hanno raggiunto al ministero delle Imprese e del Made in Italy un’intesa sul piano industriale del gruppo. L’accordo ridimensiona il numero degli esuberi annunciati inizialmente e prevede garanzie sulle attività degli stabilimenti italiani, con particolare attenzione al sito di Porcia, uno dei principali riferimenti industriali e occupazionali del Pordenonese.

Il piano porta il numero massimo delle uscite da 1.719 a 902. Un altro punto centrale dell’intesa riguarda le modalità: non sono previsti licenziamenti unilaterali e le uscite potranno avvenire esclusivamente su base volontaria, attraverso incentivi economici e il ricorso agli ammortizzatori sociali. La riduzione degli esuberi rappresenta il principale risultato della trattativa, anche se l’impatto definitivo sull’organico dipenderà dal numero di lavoratori che sceglieranno di aderire.

Le prospettive per lo stabilimento

Per Porcia, il tema decisivo resta quello delle produzioni. L’accordo prevede il consolidamento delle attività legate a lavatrici e lavasciuga. Per queste ultime, i volumi indicati salgono a 140 mila unità all’anno, rispetto alle 100 mila inizialmente prospettate. L’incremento dovrebbe rafforzare il ruolo dello stabilimento nel piano produttivo del gruppo e offrire un elemento di maggiore stabilità per l’area pordenonese.

Restano tuttavia aperte diverse incognite. La riduzione degli esuberi non cancella le preoccupazioni sugli organici e sulla tenuta complessiva del sito. Sarà necessario verificare quanti dipendenti aderiranno alle uscite incentivate e in che modo verranno garantiti i carichi di lavoro e le prospettive produttive negli anni successivi. Il futuro dello stabilimento dipenderà quindi dall’effettiva attuazione degli impegni sottoscritti.

Investimenti e referendum

Il piano nazionale prevede inoltre oltre 100 milioni di euro di investimenti destinati a innovazione, sviluppo dei prodotti e competitività degli stabilimenti italiani. Le risorse dovranno sostenere il percorso industriale delineato nell’intesa e contribuire al mantenimento delle attività produttive nei diversi siti del gruppo.

Prima di diventare operativo, l’accordo dovrà essere sottoposto al referendum tra i lavoratori. Saranno loro a esprimere il giudizio finale su un’intesa che riduce il rischio di licenziamenti e allontana gli scenari più critici, senza però eliminare le incertezze legate all’occupazione. Per Porcia si apre così una nuova fase: il risultato raggiunto a Roma dovrà ora tradursi in produzione, lavoro e continuità industriale per uno stabilimento considerato strategico per l’economia del territorio.