Prato (PO)

Crisi ancora aperta per il Lanificio Bellucci di Prato

Sindacati e proprietà valutano proroga o cassa integrazione dopo la scadenza dell’accordo

La crisi del Lanificio Mario Bellucci non è ancora superata. Lo storico stabilimento pratese proseguirà quindi con il contratto di solidarietà difensivo sottoscritto il 1° novembre 2025, in una fase di difficoltà che ha già ridotto l’organico da circa trenta agli attuali venti dipendenti.

L’accordo resterà in vigore fino al 31 ottobre. Azienda e organizzazioni sindacali si preparano ora a un nuovo confronto per definire gli strumenti da utilizzare nella fase successiva. Tra le ipotesi ci sono un’ulteriore proroga del contratto di solidarietà oppure il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per crisi.

Il confronto tra azienda e sindacati

La situazione è stata illustrata da Juri Meneghetti, segretario generale della Filctem Cgil di Prato e Pistoia, intervenuto anche a nome di Femca Cisl Firenze-Prato e Uiltec. Secondo il rappresentante sindacale, l’azienda non avrebbe intenzione di chiudere, ma starebbe lavorando a una riorganizzazione per affrontare le difficoltà del mercato e salvaguardare il più possibile i livelli occupazionali.

I sindacati hanno chiesto un incontro circa una settimana prima della verifica, a un mese dalla scadenza dell’intesa. Il confronto, previsto tra una quindicina di giorni, servirà a capire quali prospettive si apriranno dopo il 31 ottobre. Si tratta di una verifica considerata ordinaria alla vigilia della conclusione di un accordo di solidarietà. Simone Bellucci, uno dei tre soci che dal 2025 guidano l’impresa, è stato contattato ma non ha risposto.

Le difficoltà del distretto tessile

Il contratto era stato attivato in seguito al calo degli ordini, all’aumento dei costi e all’incertezza del mercato, condizionato anche dalle tensioni geopolitiche e dai conflitti internazionali. L’intesa prevedeva la possibilità di accompagnare all’uscita alcuni lavoratori e di tornare progressivamente alla normalità nel caso di un miglioramento delle condizioni economiche.

Dopo la pausa estiva, tuttavia, gli ordini non sono ripartiti ai livelli attesi dalle imprese e il quadro resta difficile per diverse realtà della manifattura pratese. La vicenda del lanificio si inserisce quindi in una situazione più ampia, caratterizzata da una domanda debole e da prospettive ancora incerte per il distretto tessile.

Fondato da Mario Bellucci nel 1950, il lanificio è legato alla tradizione del cardato pratese e alla lavorazione di tessuti realizzati anche con lane rigenerate. Nel 1969 l’azienda ricevette il Mercurio d’Oro. Negli anni Settanta la guida passò alla seconda generazione, con Piero e Paolo Bellucci. Dal 2025 la gestione è affidata ai figli di Piero, Simone, Ronny e Clizia. Nel tempo la produzione è stata ampliata con altre tipologie di tessuti, insieme a investimenti dichiarati nei campi dell’innovazione e della sostenibilità.