Emilia-Romagna

Bologna, il Patto per la Casa punta sugli alloggi sfitti

La Fondazione assisterà proprietari e aspiranti locatari, con garanzie e limiti mensili differenziati nell’area metropolitana.

Rimettere sul mercato le abitazioni vuote e aumentare l’offerta di alloggi in locazione. È l’obiettivo del Patto per la Casa Emilia-Romagna, approvato dalla Città metropolitana di Bologna al termine di un percorso di confronto con sindaci, uffici casa territoriali, organizzazioni degli inquilini e associazioni dei proprietari.

Il provvedimento punta a favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta abitativa, intervenendo sugli immobili sfitti presenti nel territorio metropolitano. Il progetto è stato definito attraverso il dialogo tra amministratori locali, rappresentanti delle parti sociali e personale tecnico degli enti coinvolti.

Il ruolo della Fondazione

A operare come agenzia per la locazione sarà Fondazione Abitare Bologna, sottoposta alla vigilanza della Città metropolitana. La struttura assisterà sia i proprietari interessati a mettere a disposizione un alloggio sia le persone in cerca di una soluzione abitativa, accompagnando l’incontro tra domanda e offerta.

Per i proprietari sono previste tutele anche in caso di mancato pagamento del canone. I singoli Comuni potranno inoltre introdurre aliquote Imu agevolate o altre misure compensative, secondo quanto stabilito a livello locale. L’obiettivo è rendere più conveniente e sicuro l’inserimento degli immobili nel circuito della locazione a canone concordato.

Gli importi dei canoni

I canoni riconosciuti ai proprietari saranno calcolati sulla base dell’accordo territoriale per i contratti a canone concordato. Il limite previsto è di 800 euro al mese a Bologna e nei Comuni confinanti classificati ad alta tensione abitativa. Negli altri Comuni dell’area metropolitana il tetto scenderà a 650 euro mensili.

Il passaggio successivo sarà ottenere l’adesione dei proprietari che dispongono di un immobile vuoto. Sara Accorsi, consigliera metropolitana delegata alle politiche abitative, ha definito l’approvazione dell’atto l’avvio della fase operativa per l’attivazione della Fondazione sul territorio metropolitano. Accorsi ha inoltre sottolineato il lavoro svolto con amministrazioni, sindacati degli inquilini e dei proprietari e strutture tecniche.

La Città metropolitana punta ora a rafforzare la partecipazione al progetto, con l’obiettivo di aumentare il numero di abitazioni disponibili a canone concordato. L’adesione dei proprietari sarà quindi decisiva per tradurre il piano in una maggiore offerta di alloggi destinati a chi vive e lavora nell’area bolognese.