Toscana

Coeso, a Grosseto il Pci denuncia perdite e tagli al welfare

Formazione critica programma triennale e ipotesi di dismissione della residenza San Giovanni.

Il Coeso Società della Salute, consorzio che gestisce servizi sociali per anziani, persone con disabilità, minori e famiglie fragili, chiuderà il 2025 con una perdita di 2 milioni e 88mila euro. Considerando anche il disavanzo degli esercizi precedenti, il rosso complessivo raggiunge 2 milioni e 586mila euro. A denunciare la situazione sono Valter Cioni, del Pci delle Colline Metallifere, e Daniele Gasperi, segretario provinciale del partito, in un comunicato diffuso dopo l’intervento del presidente del Coeso, il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, al Consiglio comunale del 27 ottobre.

Secondo il Pci, il dato rappresenta uno scostamento significativo rispetto al bilancio preventivo approvato nel febbraio 2025, che prevedeva un sostanziale pareggio. In meno di un anno, sostiene il partito, i costi sarebbero aumentati di circa 2,5 milioni di euro, a fronte di maggiori ricavi per 500mila euro. Il Comune di Grosseto ha già previsto un accantonamento prudenziale di 620mila euro per far fronte alla situazione finanziaria del consorzio.

Le cause dello squilibrio

Tra gli elementi indicati nel comunicato c’è il rinnovo del contratto delle cooperative sociali, che tra febbraio 2024 e ottobre 2025 ha prodotto un incremento del 15,87 per cento e, secondo la ricostruzione del Pci, 525mila euro di costi aggiuntivi soltanto nel 2025. Viene inoltre richiamata la scadenza di un contributo regionale superiore a 500mila euro e la situazione della Rsa San Giovanni di Scansano. I revisori dei conti, nel parere sul bilancio preventivo, avrebbero già chiesto una verifica delle spese e delle relative coperture.

Per ripianare il disavanzo sarebbe stato prospettato un piano triennale di rientro 2027-2029, con 757mila euro da recuperare nel 2027 e 914mila euro nei due anni successivi. Le misure ipotizzate comprendono l’accorpamento di uffici, la dismissione di alcuni affitti e la revisione dell’assistenza infermieristica. Tra le ipotesi più controverse figura la possibile chiusura della Rsa San Giovanni di Scansano, che ospita 25 anziani e registra un tasso di occupazione del 98 per cento. La struttura avrebbe chiuso il 2025 con una perdita di 392mila euro.

Il confronto sulla Rsa

Il Pci riferisce che la sindaca di Scansano, Maria Bice Ginesi, avrebbe appreso dagli atti del Coeso l’ipotesi di chiusura, senza un confronto preventivo, e che avrebbe votato contro la proposta. Secondo il partito, l’eventuale affidamento della struttura a soggetti privati potrebbe alleggerire i conti del consorzio, ma rischierebbe di aumentare le rette a carico delle famiglie. Nel comunicato viene inoltre ricordato che gli ospiti avrebbero trascorso l’estate senza aria condizionata.

La formazione politica contesta anche il ricorso al termine riorganizzazione, considerato un possibile segnale di riduzione dei servizi in un territorio molto esteso. Il Pci evidenzia che la quota capitaria destinata al Coeso è ferma a 46 euro per abitante dal 2010, mentre nello stesso periodo l’inflazione sarebbe cresciuta del 33,5 per cento. Tra le richieste avanzate ci sono una relazione sulle cause dello scostamento tra preventivo e consuntivo, un confronto con i 20 Comuni soci, Regione e Asl, garanzie per lavoratori e ospiti della struttura di Scansano e una strategia di finanziamento stabile. Viene infine richiamata l’ipotesi di destinare al welfare parte degli utili delle Farmacie comunali, pari a 650mila euro su 1,3 milioni previsti per il 2025.