Carrara (MS)

TISG indica Sri Group per il rilancio, gara ancora aperta

Piano da 220 milioni e possibile vendita del complesso; i lavoratori chiedono garanzie su stipendi e tredicesime.

The Italian Sea Group ha presentato al Tribunale di Firenze la proposta di concordato preventivo con continuità indiretta, nell’ambito del percorso avviato per affrontare la crisi della società con sede a Carrara. Il consiglio di amministrazione ha individuato come proposta base quella avanzata da Sri Group Global Limited, una delle cinque offerte vincolanti ricevute.

La proposta da 220 milioni

Il piano prevede l’acquisizione dell’intero complesso aziendale per 220 milioni di euro. Secondo quanto indicato dalla società, l’operazione dovrebbe iniziare con il passaggio dell’azienda in affitto, previsto entro l’inizio di dicembre, per arrivare successivamente alla cessione definitiva del complesso produttivo.

Il percorso non è tuttavia concluso. TISG ha avviato una fase di rilancio finalizzata a verificare l’eventuale arrivo di offerte migliorative, con l’obiettivo di tutelare i creditori e gli altri stakeholder. Le risorse ottenute dalla cessione saranno destinate al pagamento dei creditori secondo le rispettive priorità, mentre, in base alla proposta, non è previsto alcun valore per gli azionisti.

Le preoccupazioni dei lavoratori

Il prossimo passaggio istituzionale è fissato per l’11 novembre, quando è prevista l’udienza in Tribunale. Per il 13 novembre è invece atteso il confronto tra le organizzazioni sindacali e Giovanni Costantino. CGIL e FIOM hanno espresso preoccupazione per i tempi dell’operazione e chiedono certezze sulle prossime scadenze.

In particolare, i rappresentanti dei lavoratori segnalano la necessità di sapere chi sarà responsabile e in quale momento potrà garantire il pagamento della mensilità di novembre e delle tredicesime dei dipendenti diretti, nel caso in cui la cassa di novembre risultasse insufficiente.

Con l’eventuale omologa del Tribunale, The Italian Sea Group verrebbe posta in liquidazione e cesserebbe l’attività operativa diretta. La gestione passerebbe quindi al nuovo acquirente, al termine del procedimento previsto dal concordato.